Che cosa sono le crisi iperglicemiche
Le crisi iperglicemiche sono situazioni gravi che possono verificarsi nelle persone con diabete. Le due forme principali sono:
- Chetoacidosi diabetica (DKA): si manifesta con un aumento elevato dello zucchero nel sangue (di solito sopra 200-250 mg/dl), presenza di sostanze chiamate chetoni nel sangue e nelle urine, e un'acidità anomala nel sangue.
- Sindrome iperglicemica iperosmolare (HHS): caratterizzata da livelli di zucchero nel sangue ancora più alti (oltre 600 mg/dl) ma senza l'acidità tipica della DKA.
Queste condizioni causano sintomi come sete intensa, bisogno frequente di urinare, disidratazione, nausea, vomito e nei casi più gravi possono portare al coma.
Perché si verificano
Le crisi iperglicemiche si sviluppano quando manca abbastanza insulina, l'ormone che permette al corpo di usare lo zucchero come energia. In assenza di insulina, il corpo inizia a bruciare i grassi, producendo i chetoni che causano acidità nel sangue (nella DKA).
La DKA è più comune nelle persone con diabete di tipo 1, mentre l'HHS si presenta più spesso in chi ha il diabete di tipo 2.
Le cause più frequenti che scatenano queste crisi sono:
- Infezioni o altre malattie
- Traumi
- Interruzione o mancata assunzione della terapia per il diabete
Novità nelle Linee Guida
Le nuove Linee Guida, sviluppate insieme da esperti europei e americani, aggiornano i criteri per riconoscere e trattare queste emergenze. Tra i cambiamenti principali:
- Il valore di zucchero nel sangue per diagnosticare la DKA è stato abbassato a 200 mg/dl per chi non ha una diagnosi nota di diabete.
- Si riconosce che circa il 10% delle DKA può presentarsi con livelli normali di zucchero nel sangue, soprattutto a causa di alcuni farmaci chiamati inibitori SGLT2.
- La diagnosi si basa ora anche sulla misurazione nel sangue di un chetone specifico, il beta-idrossibutirrato (BHB), che è più affidabile rispetto ai test delle urine.
- Il trattamento prevede il reintegro dei liquidi per combattere la disidratazione, la somministrazione di insulina per abbassare lo zucchero e l'integrazione di potassio per evitare problemi dovuti alla terapia insulinica.
- L'uso del bicarbonato è consigliato solo se l'acidità del sangue è molto grave (pH inferiore a 7.0).
- Per la prima volta, l'insulina può essere somministrata anche con iniezioni sotto la pelle nelle forme lievi di DKA, oltre che per via endovenosa.
- La terapia con gli inibitori SGLT2 non è raccomandata durante il ricovero per crisi iperglicemiche e la loro ripresa deve essere valutata con attenzione.
- È importante prevenire le recidive, che si verificano nel 22% dei casi entro un mese dalla dimissione, con un controllo medico stretto e un'educazione adeguata su come gestire il diabete e riconoscere i segnali di allarme.
Criteri per la risoluzione delle crisi
Le Linee Guida indicano anche quando una crisi può considerarsi risolta:
- Per la DKA: valori di pH nel sangue venoso pari o superiori a 7.3, bicarbonati sopra 18 mmol/l, chetoni sotto 0.6 mmol/l e zucchero sotto 200 mg/dl.
- Per l'HHS: osmolarità del sangue sotto 300 mosm/kg, zucchero sotto 250 mg/dl, buona produzione di urina e miglioramento dello stato di coscienza.
In conclusione
Le nuove Linee Guida sottolineano l'importanza di riconoscere e trattare tempestivamente le crisi iperglicemiche nel diabete, aggiornando i criteri diagnostici e le modalità di cura. Viene inoltre posta particolare attenzione alla prevenzione delle recidive e all'educazione del paziente, per migliorare la qualità della vita e ridurre i rischi associati a queste emergenze.