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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/05/2011 Lettura: ~3 min

Angioplastica dopo i 90 anni: cosa devi sapere

Fonte
Am J of Cardiol 2011: Vol 107. 11.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Se tu o un tuo caro avete più di 90 anni e il cardiologo ha proposto un'angioplastica, è normale avere molte domande. Questo articolo ti spiega cosa aspettarti da questo intervento in età molto avanzata, basandosi sui risultati di uno studio specifico su pazienti ultra novantenni.

L'angioplastica coronarica (chiamata anche PCI) è una procedura che serve ad aprire le arterie del cuore quando sono ristrette o bloccate. Durante l'intervento, il cardiologo inserisce un piccolo palloncino che gonfia l'arteria e poi posiziona uno stent (un tubicino metallico) per mantenerla aperta.

💡 Come funziona l'angioplastica

Il medico inserisce un sottile tubicino attraverso un'arteria del polso o dell'inguine, lo guida fino al cuore e gonfia un palloncino nel punto ristretto. Poi posiziona lo stent, che rimane nell'arteria per sempre mantenendola aperta e permettendo al sangue di scorrere meglio.

Lo studio sui pazienti ultra novantenni

Uno studio condotto dal Dott. Leonardo Fontanesi ha seguito 173 pazienti con più di 90 anni sottoposti a coronarografia (un esame che permette di vedere le arterie del cuore). Di questi, 90 hanno ricevuto l'angioplastica. Circa la metà erano donne.

La maggior parte di questi pazienti aveva una sindrome coronarica acuta (un problema cardiaco improvviso e grave), mentre solo 2 soffrivano di dolore al petto durante lo sforzo. Il 27% aveva avuto un infarto.

Come è andata la procedura

Durante gli interventi sono state trattate 127 aree ristrette nelle arterie del cuore. I medici hanno usato due tipi di stent:

  • Stent medicati (DES): rilasciano farmaci per evitare che l'arteria si richiuda
  • Stent non medicati (BMS): semplici tubicini metallici

La buona notizia è che la procedura è stata ben tollerata nell'85,6% dei casi. Questo significa che la maggior parte dei pazienti ultra novantenni ha superato bene l'intervento.

⚠️ Possibili complicanze

Come ogni intervento medico, l'angioplastica può avere delle complicanze, soprattutto in età molto avanzata:

  • Problemi ai reni (5,6% dei pazienti)
  • Scompenso cardiaco - quando il cuore fatica a pompare il sangue (6,7%)
  • Shock cardiogeno - una condizione grave in cui il cuore non riesce a fornire sangue sufficiente (2,2%)

I risultati a lungo termine

La mortalità durante il ricovero è stata del 7,8%, cioè circa 8 persone su 100 non sono sopravvissute durante la degenza ospedaliera. Dopo 4 anni, circa il 31,6% dei pazienti era ancora vivo.

Un dato importante: la qualità della vita di questi pazienti era simile a quella di persone della stessa età con condizioni di salute paragonabili. Questo significa che chi sopravvive all'intervento può mantenere un buon livello di benessere.

Se ti viene proposta un'angioplastica dopo i 90 anni, chiedi al tuo medico:

  • Quali sono i benefici specifici nel mio caso?
  • Quali sono i rischi considerando la mia età e le mie condizioni?
  • Esistono alternative meno invasive?
  • Come sarà il mio recupero?
  • Cosa succede se decido di non fare l'intervento?

Cosa significa per te

Anche se l'età molto avanzata comporta dei rischi maggiori, questo studio dimostra che l'angioplastica può essere una procedura accettabile anche dopo i 90 anni. La decisione deve sempre essere presa insieme al tuo cardiologo, valutando attentamente la tua situazione specifica.

È importante ricordare che ogni caso è unico. Il tuo medico considererà non solo la tua età, ma anche le tue condizioni generali di salute, la gravità del problema cardiaco e la tua qualità di vita attuale.

In sintesi

L'angioplastica coronarica può essere eseguita con successo anche in pazienti ultra novantenni, con buona tollerabilità nella maggior parte dei casi. Anche se i rischi sono più elevati rispetto a pazienti più giovani, chi sopravvive all'intervento può mantenere una buona qualità di vita. La decisione deve sempre essere presa insieme al cardiologo, valutando attentamente benefici e rischi nel tuo caso specifico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
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