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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/01/2024 Lettura: ~2 min

Differenze nella valutazione del rischio cardiovascolare tra i vari metodi internazionali

Fonte
Mancini et al, European Heart Journal, DOI: 10.1093/eurheartj/ehad539.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Capire il rischio di malattie cardiovascolari è importante per decidere come prevenirle, ad esempio con l'uso di statine. Esistono diversi metodi per calcolare questo rischio, ma possono dare risultati diversi. Qui spieghiamo in modo semplice come e perché questi metodi possono variare.

Che cosa sono gli algoritmi di rischio cardiovascolare?

Gli algoritmi di rischio sono strumenti usati dai medici per stimare la probabilità che una persona sviluppi problemi al cuore o ai vasi sanguigni in futuro. Questi calcoli aiutano a decidere se è utile iniziare trattamenti preventivi, come le statine, che sono farmaci per abbassare il colesterolo.

Lo studio comparativo

Uno studio recente ha confrontato diversi metodi usati in Nord America ed Europa per valutare il rischio cardiovascolare. Sono stati analizzati 7.680 adulti, uomini e donne, con caratteristiche simili come età (45-70 anni), livelli di colesterolo e pressione sanguigna.

I metodi confrontati

  • Framingham Risk Score (FRS)
  • Pooled Cohort Equation (PCE)
  • Systematic Coronary Risk Evaluation 2 (SCORE2) in quattro versioni diverse
  • Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), che include un test speciale chiamato punteggio di Agatston

Risultati principali

Lo studio ha trovato che i risultati dei diversi metodi possono variare molto. La concordanza, cioè l'accordo tra i metodi nel classificare il rischio come basso, medio o alto, andava dal 19% all'85%. Questo significa che la stessa persona potrebbe essere considerata a rischio diverso a seconda del metodo usato.

Inoltre, solo il metodo SCORE2 nelle sue versioni per regioni ad alto rischio ha identificato proporzioni simili di uomini e donne ad alto rischio. Gli altri metodi mostravano differenze tra i sessi.

Per quanto riguarda il rischio moderato, la percentuale di persone classificate in questa categoria variava così:

  • 25% con SCORE2 per regioni a rischio molto elevato
  • 32% con FRS
  • 39% con PCE
  • 45% con SCORE2 per regioni a basso rischio

Implicazioni

Questi risultati mostrano che gli strumenti attualmente usati per stimare il rischio cardiovascolare possono portare a valutazioni molto diverse, anche per pazienti con gli stessi fattori di rischio. Questo può influenzare le decisioni sul trattamento e sull'uso di esami aggiuntivi.

È importante sapere che ogni metodo ha i suoi limiti e che la scelta del metodo può influenzare la gestione della prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.

In conclusione

Gli algoritmi per stimare il rischio cardiovascolare variano molto nei risultati e nelle raccomandazioni. Questo può portare a differenze nel trattamento e nella prevenzione, anche in persone con caratteristiche simili. Conoscere queste differenze aiuta a comprendere meglio le decisioni mediche e l'importanza di un approccio personalizzato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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