Valutazione del rischio cardiovascolare globale
La valutazione del rischio cardiovascolare è fondamentale per capire la salute del cuore e dei vasi sanguigni di una persona e per decidere come intervenire. Le nuove linee guida raccomandano di usare il sistema SCORE, che stima la probabilità di eventi cardiovascolari fatali nei prossimi 10 anni, concentrandosi solo su quelli che possono causare la morte.
- Un rischio elevato è definito come una probabilità superiore allo 0,5% all’anno di eventi fatali.
- Il punteggio SCORE può essere moltiplicato per 3 per stimare il rischio totale di eventi, sia fatali sia non fatali.
- È stata introdotta una nuova categoria di rischio molto elevato per alcune persone.
Una novità importante è l’inclusione del valore di HDL-colesterolo (il cosiddetto "colesterolo buono") nel calcolo del rischio, che può modificare la valutazione complessiva. Questo aiuta a personalizzare meglio la valutazione.
Inoltre, per i giovani e gli anziani, la valutazione del rischio deve essere adattata:
- Nei giovani, il rischio assoluto può sembrare basso a causa dell’età, ma il rischio relativo può essere alto se ci sono fattori di rischio importanti. Questo suggerisce di adottare stili di vita sani fin da giovani.
- Negli anziani, il rischio assoluto è spesso alto per l’età, quindi le decisioni terapeutiche devono essere personalizzate considerando le condizioni generali.
Valutazione dei parametri lipidici
Il controllo dei grassi nel sangue (lipidi) è essenziale per prevenire problemi cardiaci. Le linee guida consigliano uno screening lipidico per tutti gli uomini sopra i 40 anni e le donne sopra i 50 anni, o prima se ci sono fattori di rischio o una storia familiare di malattie cardiache.
- Lo screening include la misurazione di: colesterolo totale, trigliceridi, HDL e LDL (quest’ultimo calcolato con una formula se i trigliceridi sono sotto 400 mg/dl).
- Altri test più specifici sono riconosciuti ma non raccomandati di routine.
- Per i trigliceridi è importante il digiuno di almeno 12 ore prima del prelievo; per gli altri valori il pasto non influenza i risultati.
Queste raccomandazioni si basano sulle evidenze che mostrano una chiara relazione tra la riduzione del colesterolo LDL e la diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari.
Obiettivi terapeutici
Il punto centrale delle linee guida riguarda i livelli di colesterolo LDL da raggiungere con la terapia, in base al rischio individuale:
- Nei soggetti a rischio molto elevato (con malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale grave o SCORE >1%) il target è un LDL inferiore a 70 mg/dl.
- Nei soggetti a rischio elevato (SCORE tra 0,5% e 1%) il target è un LDL inferiore a 100 mg/dl.
Questi obiettivi si possono raggiungere con modifiche dello stile di vita e, se necessario, con farmaci.
Riduzione dei livelli di colesterolo LDL
Le linee guida evidenziano che:
- L’attività fisica e la perdita di peso hanno un effetto modesto sul colesterolo LDL, ma migliorano altri aspetti come il colesterolo HDL, i trigliceridi e la sensibilità all’insulina.
- I nutraceutici (sostanze naturali presenti in alcuni alimenti o integratori) possono aiutare a ridurre il colesterolo LDL del 7-10%. Tra questi ci sono i fitosteroli (presenti in oli vegetali, frutta, noci, legumi) e le fibre vegetali solubili.
- Questi prodotti possono essere consigliati in persone con rischio non molto alto, ma mancano dati a lungo termine sulla loro sicurezza.
Per quanto riguarda i farmaci, le statine rimangono la prima scelta per abbassare il colesterolo LDL. I benefici sono simili tra le diverse statine, quindi la scelta dipende dalla necessità di riduzione e dalla tollerabilità individuale.
Se la dose massima tollerata di statine non è sufficiente per raggiungere il target, si possono aggiungere altri farmaci, come l’ezetimibe, che ha dimostrato efficacia e buona tollerabilità, anche in pazienti con insufficienza renale grave.
Altre combinazioni possibili includono acidi grassi omega-3, niacina, fibrati (con alcune precauzioni), e fitosteroli.
Popolazioni speciali
Le linee guida considerano anche gruppi meno studiati:
- Nei bambini, il trattamento farmacologico è generalmente rimandato fino ai 18 anni, salvo casi particolari.
- Donne e anziani possono essere trattati come gli uomini, sia in prevenzione primaria che secondaria.
- Nei pazienti con sindrome coronarica acuta (un evento cardiaco improvviso), si raccomanda di iniziare la terapia con alte dosi di statine entro pochi giorni dall’evento, con attenzione particolare agli anziani o a chi ha problemi renali o epatici.
- È importante rivalutare i livelli di colesterolo LDL dopo 4-6 settimane e aggiustare la terapia per mantenere il target nel tempo.
In conclusione
Le nuove linee guida ESC/EAS offrono indicazioni aggiornate e più precise per valutare e gestire il rischio cardiovascolare legato alle dislipidemie. L’uso del sistema SCORE, l’inclusione del colesterolo HDL nel calcolo del rischio, obiettivi terapeutici chiari per i livelli di colesterolo LDL e un approccio personalizzato per diverse popolazioni aiutano a migliorare la prevenzione e il trattamento delle malattie cardiache. L’attenzione resta focalizzata sul raggiungimento dei target di colesterolo LDL, soprattutto nei soggetti a rischio elevato o molto elevato, utilizzando sia modifiche dello stile di vita che terapie farmacologiche adeguate.