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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/09/2011 Lettura: ~2 min

Come ridurre il rischio di trombosi dopo l'inserimento di uno stent

Fonte
Circulation 2011, 124; 1283-1287.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La trombosi intrastent è un evento raro ma serio che può verificarsi dopo l'inserimento di uno stent nelle arterie. Questo testo spiega in modo semplice quali sono i fattori che aumentano il rischio e come si può cercare di prevenirla, per aiutare a comprendere meglio questa condizione.

Che cos'è la trombosi intrastent

La trombosi intrastent è la formazione di un coagulo di sangue all'interno dello stent, un piccolo tubicino metallico inserito nelle arterie per mantenerle aperte. Anche se è un evento raro, con una probabilità di circa 0,5-1% entro un anno, può causare problemi seri come infarti gravi e un aumento significativo del rischio di morte nei primi 30 giorni.

Chi è più a rischio

Alcune persone hanno un rischio più alto di sviluppare trombosi intrastent, tra cui:

  • Pazienti diabetici
  • Persone con sindromi coronariche acute (problemi improvvisi al cuore)
  • Chi ha insufficienza renale cronica (funzione renale ridotta)

Anche il tipo di lesione trattata influisce sul rischio, ad esempio:

  • Lesioni su piccoli vasi sanguigni
  • Lesioni in biforcazioni (dove un vaso si divide in due)
  • Procedure che richiedono più stent

Fattori legati alla procedura e al trattamento

Alcuni aspetti tecnici possono aumentare il rischio di trombosi, come:

  • Uno stent non completamente espanso, cioè non ben aperto all'interno dell'arteria
  • La scelta del tipo di stent: ci sono stent tradizionali (BMS) e stent che rilasciano farmaci (DES), che possono influenzare il rischio

Inoltre, è molto importante seguire correttamente la doppia terapia antiaggregante, cioè l'assunzione di due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli. Interromperla troppo presto è uno dei principali fattori di rischio.

Altri aspetti importanti

Alcune persone hanno una risposta ridotta a certi farmaci antiaggreganti, come il clopidogrel. In questi casi, aumentare la dose non sembra aiutare. È preferibile, quando possibile, usare nuovi farmaci antiaggreganti più efficaci.

Infine, il tempo migliore per mantenere la doppia terapia antiaggregante è ancora oggetto di studio, soprattutto con l'arrivo di nuovi tipi di stent.

In conclusione

La trombosi intrastent è un evento raro ma serio. Il rischio dipende da diversi fattori legati al paziente, alla lesione, alla procedura e al trattamento farmacologico. Seguire attentamente le indicazioni mediche e utilizzare le terapie più adatte può aiutare a ridurre questo rischio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

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