Che cos'è l'ipertensione resistente
L'ipertensione resistente è una condizione in cui la pressione sanguigna rimane alta nonostante l'uso di diversi farmaci. Questo studio ha analizzato un gruppo di persone per capire chi è più a rischio di svilupparla.
Fattori che aumentano il rischio
Lo studio ha osservato che un terzo dei pazienti ha sviluppato ipertensione resistente nel tempo. Alcuni elementi sono risultati collegati a un rischio maggiore, tra cui:
- Pressione sistolica alta all'inizio: valori più elevati di pressione quando si misura il cuore che pompa il sangue (ad esempio sopra 150 mmHg) aumentano il rischio.
- Diabete: la presenza di questa malattia aumenta la probabilità.
- Ipertrofia ventricolare sinistra: un ingrossamento del muscolo del cuore sul lato sinistro.
- Sesso maschile: gli uomini hanno un rischio più alto.
- Aumento del BMI: un indice che misura il peso rispetto all'altezza, più alto significa maggior rischio.
- Glicemia a digiuno elevata: livelli alti di zucchero nel sangue dopo il digiuno.
- Consumo di alcol: bere alcol può aumentare il rischio.
Fattori che riducono il rischio
Alcuni trattamenti e abitudini sembrano aiutare a ridurre il rischio di sviluppare ipertensione resistente:
- Scelta della terapia anti-ipertensiva: farmaci come amlodipina con o senza perindopril riducono il rischio rispetto ad altri farmaci come atenololo con o senza tiazidici.
- Uso precedente di aspirina: chi aveva già assunto aspirina mostrava un rischio minore.
- Trattamento con atorvastatina: un farmaco per il colesterolo che può aiutare a ridurre il rischio.
In conclusione
La pressione alta iniziale e la scelta dei farmaci sono i due fattori principali che influenzano la possibilità di sviluppare ipertensione resistente. Conoscere questi elementi può aiutare a riconoscerla e a gestirla meglio.