Che cos’è la sindrome postpericardiotomica?
La sindrome postpericardiotomica è un insieme di sintomi che possono comparire dopo un'operazione al cuore. Colpisce circa il 15% delle persone operate. Di solito si manifesta entro i primi tre mesi dopo l’intervento, soprattutto nel primo mese.
Quali sono i sintomi più comuni?
- Dolore al petto che peggiora con la respirazione (dolore pleuritico) in circa il 56% dei casi.
- Febbre presente in più della metà delle persone colpite.
- Segni di infiammazione nel sangue, che indicano che il corpo sta reagendo.
- Accumulo di liquido intorno al cuore (versamento pericardico) e ai polmoni (versamento pleurico) molto frequente.
Un problema più serio, chiamato tamponamento cardiaco (quando il liquido comprime il cuore), è invece molto raro.
Chi è più a rischio?
Le donne e chi ha subito un taglio nella pleura (la membrana che avvolge i polmoni) hanno una probabilità maggiore di sviluppare questa sindrome.
Cosa succede dopo la diagnosi?
Chi ha questa sindrome tende a restare in ospedale più a lungo e ha più probabilità di dover tornare in ospedale rispetto a chi non la sviluppa. Tuttavia, dopo un periodo di controllo di circa 19 mesi, le recidive sono rare e non si sono osservati casi di complicazioni gravi come la costrizione del cuore.
In conclusione
La sindrome postpericardiotomica è una complicanza abbastanza comune dopo un intervento al cuore. I sintomi più frequenti sono dolore al petto, febbre e accumulo di liquido intorno al cuore e ai polmoni. Sebbene possa causare un periodo di ospedalizzazione più lungo, nella maggior parte dei casi non porta a problemi gravi a lungo termine.