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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/10/2011 Lettura: ~2 min

CRISP AMI trial: la contropulsazione aortica nell’infarto anteriore non complicato da shock non riduce l’estensione della necrosi

Fonte
JAMA 2011 Sep 28; 306(12): 1329-37.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Tommaso Piva Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Questo studio ha valutato se l'uso della contropulsazione aortica, una tecnica di supporto al cuore, possa aiutare a ridurre i danni causati da un infarto anteriore del cuore senza complicazioni gravi come lo shock. I risultati mostrano che questa procedura non riduce l'area di tessuto cardiaco danneggiato rispetto al trattamento standard.

Che cos'è la contropulsazione aortica

La contropulsazione aortica è una tecnica che aiuta il cuore a pompare il sangue, utilizzando un dispositivo inserito nell'aorta, la grande arteria che esce dal cuore. Questo supporto viene usato per migliorare la circolazione durante alcune emergenze cardiache.

Lo studio CRISP-AMI

Lo studio ha coinvolto 337 pazienti con infarto anteriore del cuore senza shock, distribuiti in 30 centri in 9 paesi diversi. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • un gruppo ha ricevuto la contropulsazione aortica prima dell'angioplastica primaria (una procedura per aprire le arterie coronarie chiuse) e per 12 ore dopo;
  • l'altro gruppo ha ricevuto solo l'angioplastica primaria senza contropulsazione.

Risultati principali

I tempi medi prima del trattamento sono stati simili tra i due gruppi, con una leggera differenza (77 minuti con contropulsazione vs 68 senza).

L'area di tessuto cardiaco danneggiato, valutata con una risonanza magnetica 3-5 giorni dopo l'intervento, non è risultata significativamente diversa tra i due gruppi:

  • 42,1% nel gruppo con contropulsazione;
  • 37,5% nel gruppo senza contropulsazione.

Neanche nei pazienti con flusso sanguigno molto ridotto nelle arterie coronarie si sono viste differenze importanti.

Altri risultati

Non sono state trovate differenze significative anche per altri aspetti importanti come:

  • complicazioni vascolari maggiori (4,3% con contropulsazione vs 1,1% senza);
  • sanguinamento maggiore (3,1% vs 1,7%);
  • mortalità a 6 mesi (1,9% vs 5,2%).

In conclusione

La contropulsazione aortica, usata prima e dopo l'angioplastica in pazienti con infarto anteriore non complicato da shock, non riduce l'estensione del danno al cuore rispetto al trattamento standard. Inoltre, non migliora gli esiti clinici principali e può essere associata a un rischio simile di complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Tommaso Piva

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