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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/10/2011 Lettura: ~3 min

Valvuloplastica Mitralica Percutanea (VMP)

Fonte
Leda Bernardi, Cardiologia Interventistica, San Camillo - Roma

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Leda Bernardi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1024 Sezione: 24

Introduzione

La valvuloplastica mitralica percutanea è una procedura medica che permette di allargare la valvola mitrale del cuore senza dover ricorrere a un intervento chirurgico. È indicata soprattutto per chi ha una valvola mitrale troppo stretta e presenta sintomi o rischi specifici. In questo testo spieghiamo in modo semplice quando e come viene eseguita questa procedura, quali sono le condizioni necessarie e le tecniche utilizzate.

Che cos'è la Valvuloplastica Mitralica Percutanea (VMP)

La valvuloplastica mitralica percutanea è un trattamento che serve a dilatare l'apertura della valvola mitrale, una valvola del cuore che regola il flusso di sangue tra due camere del cuore. Questa procedura si esegue senza aprire il torace, utilizzando un catetere inserito attraverso una vena della gamba.

Quando è indicata la VMP

La VMP è consigliata in particolare nei pazienti che presentano:

  • Sintomi legati a una stenosi mitralica significativa, cioè un restringimento importante della valvola (quando l'area è inferiore a 1,5 cm²).
  • Situazioni particolari anche se non ci sono sintomi, come un alto rischio di formazione di coaguli, episodi di embolia (quando un coagulo si sposta nel sangue), fibrillazione atriale recente, pressione alta nei polmoni, desiderio di gravidanza o necessità di un intervento chirurgico non cardiaco.

La procedura è più indicata quando la valvola ha caratteristiche adatte, valutate con un sistema di punteggio chiamato score di Wilkins, che deve essere uguale o inferiore a 8. Se il punteggio è più alto, la procedura può essere meno efficace, ma può comunque essere considerata se l'intervento chirurgico tradizionale non è possibile o è rischioso.

Controindicazioni principali

La VMP non può essere eseguita se è presente un trombo (coagulo) nell'atrio sinistro del cuore, perché potrebbe causare complicazioni gravi. Se il trombo è solo nell'auricola (una piccola parte dell'atrio), la procedura può essere valutata solo in casi particolari, dopo un trattamento con farmaci anticoagulanti e controlli ecografici.

Come si valuta la valvola mitrale

Per decidere se fare la VMP è importante valutare la valvola mitrale con l'ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore. Questo esame permette di:

  • Misurare l'area della valvola.
  • Valutare lo spessore, la mobilità e la presenza di calcificazioni della valvola.
  • Controllare se c'è un rigurgito, cioè un ritorno anomalo di sangue.
  • Misurare le dimensioni dell'atrio sinistro e la pressione nei polmoni.

In alcuni casi si utilizza anche l'ecocardiogramma transesofageo, che permette di vedere meglio alcune parti del cuore e di escludere la presenza di coaguli.

Le tecniche della procedura

La VMP si esegue generalmente attraverso la vena femorale, cioè una vena nella gamba. Il medico inserisce un catetere con un palloncino speciale che viene fatto passare nel cuore fino alla valvola mitrale. Il palloncino viene gonfiato per allargare l'apertura della valvola.

La tecnica più usata è quella con il pallone di Inoue, che ha una forma particolare a clessidra e può essere gonfiato gradualmente per ottenere la dilatazione desiderata. Questo palloncino permette di ridurre il rischio di creare un foro troppo grande nel setto interatriale (la parete che separa le due camere superiori del cuore).

Durante la procedura si controllano i risultati con esami ecografici e misurazioni della pressione nel cuore per assicurarsi che la valvola si sia dilatata bene e che non ci siano problemi come un rigurgito eccessivo.

Possibili complicanze

  • Comparsa di un rigurgito mitralico grave.
  • Formazione di coaguli che possono causare embolie.
  • Pericardite o tamponamento cardiaco (accumulo di liquido intorno al cuore).
  • Sanguinamenti o difetti nel setto interatriale.

Queste complicanze sono però molto rare, soprattutto se la procedura viene eseguita in centri specializzati con esperienza.

Un piccolo shunt residuo (passaggio di sangue anomalo) attraverso il setto interatriale è frequente ma di solito non causa problemi e tende a chiudersi spontaneamente nel tempo.

In conclusione

La valvuloplastica mitralica percutanea è una procedura efficace e meno invasiva per trattare la stenosi della valvola mitrale in pazienti selezionati. Grazie a tecniche avanzate e a una attenta valutazione clinica e ecocardiografica, è possibile migliorare la funzione della valvola e la qualità della vita, riducendo i rischi legati a interventi chirurgici più complessi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Leda Bernardi

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