Che cosa è stato studiato
Gli autori hanno analizzato dati di 10.261 adulti raccolti nel Third National Health and Nutrition Examination Survey. L’attività fisica è stata misurata tramite un questionario e divisa in tre gruppi:
- inattività
- attività fisica lieve
- attività fisica moderata o vigorosa
Fattori di rischio considerati
Sono stati valutati diversi fattori metabolici che aumentano il rischio di malattie cardiache, tra cui:
- dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue)
- diabete di tipo 2
- obesità
- ipertensione (pressione alta)
- infiammazione
- insulino-resistenza (difficoltà del corpo a usare l’insulina)
Risultati principali
Dopo aver considerato altri fattori che potrebbero influenzare i risultati, si è visto che chi pratica anche solo un’attività fisica lieve o moderata/vigorosa ha un rischio più basso di morire per malattie cardiovascolari rispetto a chi è inattivo. Questa protezione rimane significativa anche quando si tengono in conto tutti i fattori di rischio metabolici insieme.
In particolare, sia l’attività fisica lieve che quella più intensa sono associate a una riduzione simile del rischio di mortalità cardiovascolare (circa il 28% in meno).
Effetto dell’attività fisica in diversi gruppi
L’attività fisica ha mostrato un effetto protettivo sia nelle persone senza fattori di rischio metabolici sia in quelle che ne hanno uno o più. Questo significa che muoversi fa bene al cuore indipendentemente dalla presenza di problemi metabolici.
In conclusione
L’attività fisica, anche se lieve, è un importante alleato per ridurre il rischio di morte per malattie cardiovascolari. Questo beneficio vale sia per chi è sano sia per chi ha fattori di rischio metabolici come diabete, obesità o pressione alta. Muoversi regolarmente aiuta a proteggere il cuore e a migliorare la salute generale.