Che cosa è stato studiato
Lo studio DEMAND ha coinvolto 380 pazienti con diabete di tipo 2, pressione alta e una lieve perdita di proteine nelle urine (albuminuria inferiore a 200 mg/min). I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi e hanno ricevuto per tre anni:
- una combinazione di manidipina e delapril,
- solo delapril,
- un placebo (una sostanza senza principio attivo).
Il filtrato glomerulare (GFR), che indica la funzione dei reni, è stato misurato con un metodo preciso chiamato clearance plasmatica di ioexolo.
Risultati principali
- Il declino della funzione renale (GFR) è stato simile in tutti e tre i gruppi, senza differenze significative.
- La quantità di proteine nelle urine (albuminuria) è rimasta stabile in tutti i gruppi.
- Il gruppo che ha ricevuto la combinazione di manidipina e delapril ha mostrato una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari gravi rispetto al placebo.
- Tra i pazienti senza problemi agli occhi all'inizio dello studio, quelli trattati con la combinazione di farmaci hanno avuto meno probabilità di sviluppare retinopatia (danni alla retina).
- La neuropatia periferica (danni ai nervi) è stata meno frequente sia nel gruppo con la combinazione di farmaci sia in quello con delapril rispetto al placebo.
- La sensibilità all'insulina, cioè la capacità del corpo di usare lo zucchero nel sangue, è rimasta stabile nei gruppi trattati con farmaci, mentre è leggermente diminuita nel gruppo placebo.
- Il trattamento è stato ben tollerato, senza problemi di sicurezza rilevanti.
Significato dei risultati
In sintesi, la combinazione di manidipina e delapril non ha rallentato il peggioramento della funzione renale, ma ha aiutato a ridurre alcune complicanze importanti del diabete, come problemi al cuore, agli occhi e ai nervi. Inoltre, non ha peggiorato la capacità del corpo di gestire lo zucchero nel sangue.
In conclusione
Per i pazienti con diabete di tipo 2 e pressione alta, la terapia con manidipina e delapril può offrire benefici nel ridurre alcune complicanze legate al diabete, anche se non sembra proteggere direttamente la funzione renale. Il trattamento è risultato sicuro e ben tollerato.