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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/11/2011 Lettura: ~4 min

Raccomandazioni per l’uso dell’ecocardiogramma negli interventi transcatetere per le malattie delle valvole cardiache

Fonte
J Am Soc Echocardiogr 2011;24:937-47

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1011 Sezione: 24

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e semplice come l’ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore, sia fondamentale per scegliere i pazienti adatti e seguire le nuove tecniche di trattamento delle valvole cardiache senza intervento chirurgico tradizionale. Questi interventi innovativi richiedono un’attenta valutazione e monitoraggio per garantire sicurezza ed efficacia.

Che cosa sono gli interventi transcatetere sulle valvole cardiache

Negli ultimi anni sono nate nuove tecniche per curare le malattie delle valvole del cuore senza aprire il torace. Questi interventi si fanno inserendo dispositivi attraverso i vasi sanguigni o piccole incisioni, chiamati interventi transcatetere. Tra questi ci sono:

  • Impianto di valvola aortica (TAVI)
  • Riparazione della valvola mitralica (Mitraclip)
  • Chiusura di perdite intorno a valvole artificiali già impiantate

L’ecocardiogramma, che permette di vedere il cuore con gli ultrasuoni, è molto importante in tutte queste fasi: per scegliere i pazienti giusti, per guidare l’intervento e per controllare i risultati nel tempo.

Impianto Percutaneo di Valvola Aortica (TAVI)

La TAVI è una tecnica usata soprattutto in pazienti con una grave stenosi aortica, cioè una valvola aortica molto ristretta che causa sintomi, e che non possono essere operati con la chirurgia tradizionale per motivi di rischio elevato. In futuro potrebbe essere usata anche in più pazienti.

Questa procedura richiede un team di specialisti, tra cui cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti ed esperti di immagini cardiache.

Tipi di valvole usate

  • Edwards Sapien: una valvola montata su uno stent (struttura metallica) che si espande con un palloncino. È disponibile in due misure e si può inserire attraverso l’arteria femorale o con un piccolo accesso al cuore.
  • CoreValve: una valvola autoespandibile montata su uno stent asimmetrico, che si adatta all’anatomia del cuore. Anche questa è disponibile in diverse misure e si inserisce per via femorale o succlavia.

Ruolo dell’ecocardiogramma nella TAVI

  • Screening (selezione del paziente): l’ecocardiogramma transtoracico (TTE) misura la gravità della stenosi aortica e valuta se il paziente può beneficiare della TAVI. Se i risultati non sono chiari, si usa l’ecocardiogramma transesofageo (TEE) o altre tecniche 3D.
  • Durante la procedura: il TEE può aiutare a posizionare correttamente la valvola e a riconoscere subito eventuali complicazioni. L’uso del TEE richiede anestesia generale, quindi è più usato negli interventi con accesso transapicale (piccola incisione al cuore).
  • Follow-up: dopo l’intervento, l’ecocardiogramma serve a controllare il funzionamento della valvola impiantata, in particolare per valutare l’area di apertura e la presenza di rigurgito (perdita di sangue attraverso la valvola).

Valutazioni ecocardiografiche specifiche

Ecocardiogramma transtoracico (TTE)

È il primo esame per valutare la gravità della stenosi aortica. Si considerano severe le stenosi con area valvolare inferiore a 1 cm2 o un gradiente medio sopra i 40 mmHg. In alcuni casi particolari, come quando il cuore funziona poco, si usano test specifici per capire se la stenosi è davvero grave.

Si misura anche il diametro dell’anulus aortico, cioè la zona dove verrà posizionata la nuova valvola. Se la misura non è chiara, si ricorre a ecocardiogramma 3D o transesofageo.

Ecocardiogramma transesofageo (TEE)

Si usa quando ci sono dubbi sull’anatomia della valvola o sulle misure. Offre immagini più dettagliate perché la sonda è vicino al cuore, passando nell’esofago. Serve anche per valutare la distanza tra l’anulus e le arterie coronarie, importante per evitare complicazioni durante l’impianto.

Ecocardiogramma 3D

Permette una valutazione ancora più precisa della forma e delle dimensioni dell’anulus aortico, aiutando a scegliere la misura giusta della valvola da impiantare.

Complicazioni e loro riconoscimento con l’ecocardiogramma

Durante e dopo la TAVI possono verificarsi alcune complicazioni, che l’ecocardiogramma aiuta a identificare rapidamente:

  • Posizionamento errato della valvola (troppo alta o troppo bassa)
  • Perdite di sangue attraverso o intorno alla valvola (rigurgito aortico o mitralico)
  • Danni al cuore, come rotture o tamponamento (accumulo di liquido intorno al cuore)
  • Ostruzione delle arterie coronarie
  • Alterazioni nella funzione del ventricolo sinistro
  • Problemi legati alla presenza di placche nell’aorta, che possono causare embolie

È importante che l’ecocardiogramma venga eseguito da personale esperto per riconoscere queste situazioni e aiutare il team medico a intervenire tempestivamente.

Il ruolo dell’ecocardiogramma nel follow-up

Dopo l’impianto della valvola, l’ecocardiogramma serve a controllare:

  • La funzionalità della valvola impiantata, misurando l’area di apertura e il flusso sanguigno
  • La presenza e la gravità di eventuali perdite di sangue intorno o attraverso la valvola
  • La stabilità e il corretto posizionamento della protesi

Per valutare il rigurgito, si usano diverse tecniche ecografiche, tra cui il color-Doppler, che mostra il flusso del sangue. La gravità del rigurgito si basa sulla dimensione e la forma del flusso di ritorno.

In conclusione

L’ecocardiogramma è uno strumento fondamentale in tutte le fasi degli interventi transcatetere sulle valvole cardiache. Aiuta a selezionare i pazienti adatti, a guidare l’impianto della valvola e a monitorare i risultati nel tempo. Grazie a questo esame, è possibile migliorare la sicurezza e l’efficacia di queste tecniche innovative, offrendo nuove possibilità terapeutiche a pazienti che non possono affrontare la chirurgia tradizionale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella

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