Che cosa è stato studiato
Lo studio AIDA STEMI ha confrontato due modi di somministrare l'abciximab, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli durante l'intervento chiamato angioplastica coronarica (PCI), usato per trattare l'infarto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).
I due metodi di somministrazione
- Via endovenosa (IV): il farmaco viene somministrato attraverso una vena.
- Via intracoronarica (IC): il farmaco viene somministrato direttamente nel vaso sanguigno del cuore interessato.
Come è stato condotto lo studio
Dal 2008 al 2011, 2.065 pazienti con infarto sono stati trattati in 22 centri diversi. Tutti hanno ricevuto un'angioplastica con posizionamento di stent e sono stati divisi casualmente in due gruppi per ricevere abciximab o per via endovenosa o intracoronarica.
Risultati principali
- Dopo 90 giorni, la percentuale di pazienti che hanno avuto eventi gravi come morte, nuovo infarto o insufficienza cardiaca è stata simile: 7% nel gruppo IC e 7,6% nel gruppo IV.
- Una differenza significativa è stata osservata solo nell'insufficienza cardiaca nuova, che è stata più frequente nel gruppo IV (4,1%) rispetto al gruppo IC (2,4%).
- La somministrazione intracoronarica è risultata sicura, senza un aumento significativo di sanguinamenti o altri problemi.
In conclusione
Entrambi i modi di somministrare l'abciximab durante l'angioplastica per infarto sono efficaci e sicuri. Non ci sono differenze importanti nei risultati principali tra la somministrazione endovenosa e quella intracoronarica, anche se la somministrazione intracoronarica potrebbe ridurre leggermente il rischio di insufficienza cardiaca.