Che cos’è l’insufficienza mitralica e perché è importante
L’insufficienza mitralica (IM) è una condizione in cui la valvola mitrale del cuore non si chiude bene, causando un ritorno di sangue nel cuore. È una malattia comune soprattutto nelle persone anziane, oltre i 70 anni. La chirurgia tradizionale è il trattamento più efficace, ma non sempre è possibile farla, soprattutto in pazienti con rischi elevati o altre malattie.
Interventi meno invasivi: la MitraClip
Per questi pazienti a rischio, è stata sviluppata una tecnica meno invasiva chiamata impianto della MitraClip. Questo dispositivo viene inserito con un catetere e serve a riparare la valvola mitrale senza aprire il torace. La MitraClip è l’unico dispositivo approvato e testato con successo per questo scopo.
Come è fatta la valvola mitrale
La valvola mitrale è composta da diverse parti:
- un anello chiamato anulus;
- due lembi valvolari, anteriore e posteriore;
- corde tendinee che collegano i lembi ai muscoli del cuore.
Il lembo posteriore è diviso in tre sezioni chiamate scallops (P1, P2, P3), mentre il lembo anteriore è suddiviso in A1, A2 e A3 per comodità di descrizione.
Tipi di insufficienza mitralica secondo Carpentier
- Tipo I: i lembi si muovono normalmente ma l’anello è dilatato o ci sono perforazioni;
- Tipo II: i lembi si muovono troppo, come nel prolasso o flail (quando il lembo è floscio);
- Tipo IIIa: i lembi si muovono poco sia durante la contrazione che il rilassamento del cuore, come nella malattia reumatica;
- Tipo IIIb: i lembi si muovono poco soprattutto durante la contrazione, tipico nelle cardiomiopatie o dopo un infarto.
Selezione dei pazienti per la MitraClip
La MitraClip è più efficace quando il problema riguarda la parte centrale della valvola (scallops A2 e P2) e il rigurgito (il ritorno di sangue) è centrale. I pazienti con insufficienza mitralica degenerativa di tipo II e quelli con insufficienza funzionale possono essere candidati alla procedura se il rigurgito è localizzato in queste aree.
Le indicazioni principali per l’impianto sono:
- pazienti con alto rischio per la chirurgia tradizionale;
- pazienti già operati al cuore per cui un nuovo intervento sarebbe troppo rischioso;
- pazienti che rifiutano la chirurgia tradizionale.
Ruolo dell’ecocardiogramma nella selezione e durante la procedura
L’ecocardiogramma è fondamentale per valutare la valvola e decidere se la MitraClip è adatta. Si usano due tipi di ecocardiogramma:
- Transtoracico (TTE): esame eseguito sul torace per una prima valutazione;
- Transesofageo (TEE): esame più approfondito, con una sonda inserita nell’esofago per vedere meglio la valvola.
Nel TEE si misurano:
- la lunghezza e la profondità della zona dove i lembi della valvola si uniscono (coaptazione);
- la distanza e l’ampiezza del lembo flail o prolasso.
Questi dati aiutano a capire se la MitraClip può essere posizionata correttamente e funzionare bene.
Uso dell’ecocardiogramma durante l’intervento
Durante l’impianto della MitraClip, l’ecocardiogramma transesofageo guida passo dopo passo il medico:
- per scegliere il punto esatto dove inserire il catetere nel cuore;
- per posizionare e orientare correttamente la MitraClip tra i lembi della valvola;
- per verificare che la clip afferri bene i lembi e riduca il rigurgito;
- per controllare che non si creino ostruzioni (stenosi) alla valvola.
L’utilizzo di immagini in 3D rende più facile e preciso questo controllo.
Controlli dopo l’intervento
Dopo l’impianto, l’ecocardiogramma transesofageo è utile per valutare la valvola e l’insufficienza residua. Nel tempo, l’ecocardiogramma transtoracico è sufficiente per monitorare la funzione del cuore e la possibile riduzione delle dimensioni del ventricolo sinistro, che indica un miglioramento.
È consigliabile eseguire un controllo ecocardiografico a circa sei mesi dall’intervento.
In conclusione
L’ecocardiogramma è uno strumento essenziale per selezionare i pazienti adatti all’impianto della MitraClip e per guidare la procedura in modo sicuro ed efficace. Questo esame aiuta a offrire un’opzione terapeutica meno invasiva a chi non può affrontare la chirurgia tradizionale, migliorando la qualità della vita e la prognosi in molti casi di insufficienza mitralica.