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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/12/2011 Lettura: ~4 min

Raccomandazioni per l’uso dell’ecocardiogramma negli interventi transcatetere sulle valvole cardiache - Parte II

Fonte
Expert Consensus Statements EAE/ASE e studi clinici EVEREST II, con contributo di Carmen Spaccarotella, Azienda Ospedaliera Mater Domini

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1011 Sezione: 24

Introduzione

Questo testo spiega come l’ecocardiogramma, un esame ecografico del cuore, è fondamentale per valutare e seguire i pazienti che devono sottoporsi a nuovi interventi meno invasivi sulla valvola mitrale del cuore. Questi interventi sono pensati soprattutto per chi non può affrontare un’operazione chirurgica tradizionale.

Che cos’è l’insufficienza mitralica e perché è importante

L’insufficienza mitralica (IM) è una condizione in cui la valvola mitrale del cuore non si chiude bene, causando un ritorno di sangue nel cuore. È una malattia comune soprattutto nelle persone anziane, oltre i 70 anni. La chirurgia tradizionale è il trattamento più efficace, ma non sempre è possibile farla, soprattutto in pazienti con rischi elevati o altre malattie.

Interventi meno invasivi: la MitraClip

Per questi pazienti a rischio, è stata sviluppata una tecnica meno invasiva chiamata impianto della MitraClip. Questo dispositivo viene inserito con un catetere e serve a riparare la valvola mitrale senza aprire il torace. La MitraClip è l’unico dispositivo approvato e testato con successo per questo scopo.

Come è fatta la valvola mitrale

La valvola mitrale è composta da diverse parti:

  • un anello chiamato anulus;
  • due lembi valvolari, anteriore e posteriore;
  • corde tendinee che collegano i lembi ai muscoli del cuore.

Il lembo posteriore è diviso in tre sezioni chiamate scallops (P1, P2, P3), mentre il lembo anteriore è suddiviso in A1, A2 e A3 per comodità di descrizione.

Tipi di insufficienza mitralica secondo Carpentier

  • Tipo I: i lembi si muovono normalmente ma l’anello è dilatato o ci sono perforazioni;
  • Tipo II: i lembi si muovono troppo, come nel prolasso o flail (quando il lembo è floscio);
  • Tipo IIIa: i lembi si muovono poco sia durante la contrazione che il rilassamento del cuore, come nella malattia reumatica;
  • Tipo IIIb: i lembi si muovono poco soprattutto durante la contrazione, tipico nelle cardiomiopatie o dopo un infarto.

Selezione dei pazienti per la MitraClip

La MitraClip è più efficace quando il problema riguarda la parte centrale della valvola (scallops A2 e P2) e il rigurgito (il ritorno di sangue) è centrale. I pazienti con insufficienza mitralica degenerativa di tipo II e quelli con insufficienza funzionale possono essere candidati alla procedura se il rigurgito è localizzato in queste aree.

Le indicazioni principali per l’impianto sono:

  • pazienti con alto rischio per la chirurgia tradizionale;
  • pazienti già operati al cuore per cui un nuovo intervento sarebbe troppo rischioso;
  • pazienti che rifiutano la chirurgia tradizionale.

Ruolo dell’ecocardiogramma nella selezione e durante la procedura

L’ecocardiogramma è fondamentale per valutare la valvola e decidere se la MitraClip è adatta. Si usano due tipi di ecocardiogramma:

  • Transtoracico (TTE): esame eseguito sul torace per una prima valutazione;
  • Transesofageo (TEE): esame più approfondito, con una sonda inserita nell’esofago per vedere meglio la valvola.

Nel TEE si misurano:

  • la lunghezza e la profondità della zona dove i lembi della valvola si uniscono (coaptazione);
  • la distanza e l’ampiezza del lembo flail o prolasso.

Questi dati aiutano a capire se la MitraClip può essere posizionata correttamente e funzionare bene.

Uso dell’ecocardiogramma durante l’intervento

Durante l’impianto della MitraClip, l’ecocardiogramma transesofageo guida passo dopo passo il medico:

  • per scegliere il punto esatto dove inserire il catetere nel cuore;
  • per posizionare e orientare correttamente la MitraClip tra i lembi della valvola;
  • per verificare che la clip afferri bene i lembi e riduca il rigurgito;
  • per controllare che non si creino ostruzioni (stenosi) alla valvola.

L’utilizzo di immagini in 3D rende più facile e preciso questo controllo.

Controlli dopo l’intervento

Dopo l’impianto, l’ecocardiogramma transesofageo è utile per valutare la valvola e l’insufficienza residua. Nel tempo, l’ecocardiogramma transtoracico è sufficiente per monitorare la funzione del cuore e la possibile riduzione delle dimensioni del ventricolo sinistro, che indica un miglioramento.

È consigliabile eseguire un controllo ecocardiografico a circa sei mesi dall’intervento.

In conclusione

L’ecocardiogramma è uno strumento essenziale per selezionare i pazienti adatti all’impianto della MitraClip e per guidare la procedura in modo sicuro ed efficace. Questo esame aiuta a offrire un’opzione terapeutica meno invasiva a chi non può affrontare la chirurgia tradizionale, migliorando la qualità della vita e la prognosi in molti casi di insufficienza mitralica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Carmen Spaccarotella

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