Che cosa è stato studiato
Lo studio ARCADIA ha confrontato apixaban, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, con l'aspirina, un altro medicinale usato per prevenire problemi legati al sangue, in pazienti che avevano avuto un ictus di origine sconosciuta (criptogenetico) e che mostravano segni di problemi al cuore (cardiopatia atriale), ma non avevano fibrillazione atriale.
La cardiopatia atriale è stata identificata attraverso alcuni esami specifici come le caratteristiche dell’onda P nell’elettrocardiogramma, i livelli di una sostanza chiamata NT-proBNP nel sangue e le dimensioni dell’atrio sinistro del cuore.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio è stato fatto in diversi centri e ha coinvolto 1.015 persone. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale e nessuno, né i medici né i pazienti, sapeva quale farmaco venisse somministrato (studio in doppio cieco).
I risultati principali
- Il rischio di avere un secondo ictus è stato uguale nei due gruppi: circa il 4,4% all’anno sia con apixaban che con aspirina.
- Non ci sono state differenze importanti nei casi di sanguinamento tra i due farmaci.
Questo significa che, in questa situazione specifica, apixaban non ha mostrato un vantaggio significativo rispetto all’aspirina per prevenire un nuovo ictus.
In conclusione
Lo studio ARCADIA ha dimostrato che, per pazienti con ictus criptogenetico e segni di problemi al cuore ma senza fibrillazione atriale, l’uso di apixaban non riduce il rischio di un secondo ictus più dell’aspirina. Entrambi i farmaci hanno mostrato un rischio simile di sanguinamento. Questi risultati aiutano a capire meglio quale trattamento può essere più adatto in queste situazioni.