Che cosa significa obesità estrema e infarto miocardico
L'obesità estrema, chiamata anche classe III, si riferisce a una condizione in cui l'indice di massa corporea (BMI) è pari o superiore a 40 kg/m2. Il BMI è un numero che si ottiene dividendo il peso per la statura al quadrato e serve per valutare se una persona ha un peso sano.
L'infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) è un tipo grave di attacco di cuore causato da un blocco improvviso delle arterie che portano sangue al cuore.
Cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha analizzato i dati di oltre 50.000 pazienti con STEMI per capire come l'obesità estrema influisce sulla cura e sugli esiti di questa condizione.
Principali risultati
- I pazienti con obesità estrema avevano in media 55 anni, quindi erano più giovani rispetto ai pazienti con peso normale, che avevano in media 66 anni.
- Questi pazienti avevano più spesso altre malattie come il diabete, la pressione alta (ipertensione) e problemi con i grassi nel sangue (dislipidemia).
- Erano meno spesso fumatori rispetto agli altri.
- La malattia delle arterie coronarie, cioè le arterie del cuore, era meno diffusa o meno grave in chi era molto obeso.
- Le cure ricevute erano simili a quelle degli altri pazienti, compresi i pazienti con obesità meno grave.
- Nonostante le cure simili, la mortalità durante il ricovero ospedaliero era più alta nei pazienti con obesità estrema. Questo significa che l'obesità grave è un fattore che aumenta il rischio di morte indipendentemente da altri aspetti.
In conclusione
L'obesità estrema è associata a un rischio maggiore di morte durante l'infarto miocardico grave, anche se i pazienti ricevono cure simili a quelle degli altri. Questi pazienti tendono a presentare l'infarto in età più giovane e spesso hanno altre malattie come diabete e pressione alta. È importante conoscere questi dati per comprendere meglio l'impatto dell'obesità sulla salute del cuore.