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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/01/2012 Lettura: ~2 min

Variazioni dell'emicrania e rischio di ictus

Fonte
Circulation 2012; 125: 335-345.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'emicrania è una condizione comune che può influenzare la salute del cervello. Alcuni tipi di emicrania sono associati a un aumento del rischio di ictus, un problema serio che riguarda il flusso di sangue al cervello. Qui spieghiamo cosa significa questa associazione in modo semplice e chiaro.

Che cosa significa l'associazione tra emicrania e ictus

L'emicrania è un tipo di mal di testa che può presentarsi con sintomi come dolore intenso e disturbi visivi o sensoriali chiamati aura. Studi scientifici hanno mostrato che l'emicrania può essere un fattore di rischio indipendente per l'ictus, cioè può aumentare la probabilità di avere un ictus anche senza altri problemi di salute.

Un tipo particolare di emicrania: l'emicrania emiplegica familiare (FHM)

L'emicrania emiplegica familiare (FHM) è un tipo raro di emicrania che si trasmette in famiglia e che può causare anche debolezza temporanea di un lato del corpo. Questo tipo di emicrania è importante perché è associato a un rischio ancora più alto di ictus.

Gli studi su modelli animali, come i topi, hanno permesso di capire meglio come funziona questa associazione. In particolare, nei topi con una forma di FHM chiamata FHM1, sono state trovate delle mutazioni in specifici canali del calcio nel cervello. Questi canali controllano il movimento del calcio nelle cellule nervose, un elemento importante per il funzionamento cerebrale.

Cosa succede nel cervello con FHM1

  • Nei topi con FHM1, il cervello è più sensibile a danni causati da una riduzione del flusso di sangue, cioè ischemia.
  • Questi topi mostrano un'insorgenza più rapida di un fenomeno chiamato depolarizzazione anossica, che è un cambiamento elettrico nelle cellule nervose dovuto alla mancanza di ossigeno.
  • Hanno anche più frequenti episodi di depolarizzazioni peri-infartuali, cioè alterazioni elettriche intorno alle aree danneggiate dal mancato flusso di sangue.
  • Questi cambiamenti portano a un'espansione più veloce dell'area danneggiata (infarto) nel cervello.
  • Il flusso di sangue necessario per mantenere in vita il tessuto cerebrale è più alto nei topi con FHM1, quindi anche una ischemia meno grave può causare danni maggiori.

Possibili strategie per ridurre il rischio

Negli studi è stato osservato che l'uso di un antagonista del recettore del glutammato, una sostanza che blocca un tipo di segnale chimico nel cervello, può ridurre questi effetti dannosi. Il glutammato è un messaggero chimico importante per l'attività nervosa, ma in eccesso può contribuire a danni cerebrali.

In conclusione

L'emicrania, specialmente la forma familiare emiplegica, è collegata a un aumento del rischio di ictus. Questo è dovuto a cambiamenti nel modo in cui il cervello risponde alla riduzione del flusso di sangue. Studi su modelli animali hanno aiutato a capire questi meccanismi, aprendo la strada a possibili trattamenti che potrebbero proteggere il cervello e ridurre il rischio di danni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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