Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato oltre 25.000 persone con più di 55 anni e con un alto rischio di problemi cardiovascolari. Tra loro, circa 9.600 avevano il diabete. Questi pazienti sono stati divisi in gruppi e hanno ricevuto diversi trattamenti per la pressione arteriosa: ramipril, telmisartan o entrambi. Sono stati seguiti per circa 4 anni e mezzo per vedere come la pressione influenzasse eventi come morte per cause cardiache, infarto, ictus e ricoveri per insufficienza cardiaca.
Principali risultati
- Il rischio di avere eventi cardiovascolari era più alto nei pazienti con diabete rispetto a quelli senza, anche se la pressione arteriosa era la stessa.
- In particolare, i diabetici avevano un rischio maggiore di morte cardiaca, infarto, ictus e ricoveri per problemi al cuore.
- La riduzione della pressione arteriosa ha aiutato a diminuire il rischio solo in chi aveva una pressione iniziale tra 143 e 155 mmHg.
- Il modo in cui la pressione arteriosa influisce sul rischio è simile sia nei diabetici che nei non diabetici.
Cosa significa questo
Anche se la pressione arteriosa è uguale, chi ha il diabete ha un rischio più alto di problemi cardiaci rispetto a chi non ce l'ha. Questo indica che il diabete è un fattore importante da considerare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
In conclusione
La pressione arteriosa influisce sul rischio cardiovascolare in modo simile nei diabetici e nei non diabetici, ma a parità di pressione, i diabetici sono più vulnerabili. Ridurre la pressione può essere utile soprattutto se questa è moderatamente alta, tra 143 e 155 mmHg.