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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/03/2024 Lettura: ~2 min

Il rischio di problemi cardiaci nei pazienti con insufficienza renale in terapia sostitutiva

Fonte
Gallacher et al, European Heart Journal, 2021, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae080.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le persone con insufficienza renale che ricevono una terapia sostitutiva, come la dialisi o il trapianto di rene, hanno un rischio più alto di sviluppare problemi al cuore e al sistema circolatorio rispetto alla popolazione generale. Negli ultimi 20 anni, questo rischio è diminuito, ma resta comunque elevato. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa questo per i pazienti e quali sono i cambiamenti osservati nel tempo.

Che cosa significa insufficienza renale e terapia sostitutiva

L'insufficienza renale è una condizione in cui i reni non funzionano più bene per pulire il sangue e mantenere l'equilibrio del corpo. Quando i reni non riescono a lavorare abbastanza, si usa una terapia sostitutiva renale, come la dialisi (un trattamento che pulisce il sangue artificialmente) o il trapianto di rene.

Rischio di problemi cardiaci e cerebrovascolari

Chi ha insufficienza renale e segue una terapia sostitutiva ha un rischio più alto di:

  • Infarto miocardico, cioè un attacco al cuore causato da un blocco del flusso di sangue.
  • Ictus, un danno al cervello dovuto a problemi di circolazione.

Questi rischi sono da due a otto volte più alti rispetto alle persone senza problemi renali.

Come sono cambiati i rischi negli ultimi 20 anni

Uno studio condotto in Scozia ha analizzato i dati di oltre 16.000 pazienti con insufficienza renale sottoposti a terapia sostitutiva tra il 1996 e il 2016. I risultati principali sono stati:

  • L'incidenza di infarto e ictus si è dimezzata in questo periodo sia negli uomini che nelle donne.
  • Nonostante questa diminuzione, il rischio rimane ancora molto più alto rispetto alla popolazione generale.
  • L'uso di trattamenti per proteggere il cuore è aumentato nel tempo.
  • La probabilità di morire entro un anno dopo un infarto o un ictus è diminuita, ma resta comunque significativa.

Cosa significa per i pazienti

Questi dati mostrano che, anche se le cure sono migliorate e i rischi sono diminuiti, le persone con insufficienza renale in terapia sostitutiva devono essere consapevoli che il pericolo di eventi cardiaci e cerebrovascolari è ancora elevato. È importante continuare a seguire le indicazioni mediche e i trattamenti prescritti.

In conclusione

Negli ultimi 20 anni, il rischio di infarto e ictus nei pazienti con insufficienza renale in terapia sostitutiva è diminuito significativamente, ma rimane molto più alto rispetto alle persone senza problemi renali. I miglioramenti nel trattamento hanno ridotto la mortalità, ma la prognosi resta impegnativa per questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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