CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 07/02/2012 Lettura: ~2 min

Caratterizzazione in vivo delle placche aterosclerotiche con spettroscopia nel vicino infrarosso e ecografia intravascolare

Fonte
European Heart Journal Volume 33, Issue 3 Pp. 372-383.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La valutazione delle placche nelle arterie coronarie è importante per capire meglio il rischio di problemi cardiaci. Tecniche avanzate come la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS) e l'ecografia intravascolare (IVUS) possono aiutare a ottenere informazioni più dettagliate sulle placche direttamente nel corpo umano.

Che cosa sono NIRS e IVUS

NIRS (spettroscopia nel vicino infrarosso) è una tecnica che utilizza la luce vicino all'infrarosso per analizzare la composizione chimica delle placche nelle arterie. IVUS (ecografia intravascolare) è un metodo che usa onde sonore per creare immagini dettagliate delle pareti arteriose dall'interno dei vasi sanguigni.

Come si combinano queste tecniche

In uno studio sono state analizzate 131 lesioni nelle arterie di 66 pazienti durante un esame con cateterismo, usando tre metodi insieme: Greyscale-IVUS, IVUS con istologia virtuale (VH-IVUS) e NIRS.

  • Greyscale-IVUS ha identificato placche con caratteristiche diverse, come placche attenuate (meno dense) e iperecogene (più dense), che corrispondevano alle aree ricche di grassi viste con NIRS.
  • Le placche ipoecogene (meno luminose all'ecografia) mostravano una maggiore probabilità di contenere un core lipidico, cioè una parte centrale ricca di grassi.
  • Con VH-IVUS, il 93,5% delle placche ipoecogene conteneva un core necrotico confluente (una zona di tessuto danneggiato e morto), classificate come fibroateromasiche (placche con tessuto fibroso e grasso).
  • Le placche iperecogene contenevano tessuto fibroso o fibroadiposo e spesso erano circondate da aree necrotiche.
  • Tutte le placche calcifiche con un arco maggiore di 90° avevano più del 10% di core necrotico e sono state classificate come calcifiche fibroateromasiche. Tuttavia, solo il 58,5% di queste mostrava un contenuto lipidico rilevabile con NIRS.

Relazioni tra i risultati

È stata trovata una correlazione positiva tra la quantità di core necrotico (VH-NC) e l'indice di carico lipidico misurato con NIRS nelle placche non calcifiche, ma non in quelle calcifiche.

Cosa significa tutto questo

Combinando NIRS e IVUS si può ottenere una migliore comprensione delle caratteristiche delle placche nelle arterie direttamente nel corpo (in vivo), migliorando così la valutazione del rischio associato a queste placche.

In conclusione

L'uso combinato di spettroscopia nel vicino infrarosso e ecografia intravascolare permette di analizzare con maggior precisione le placche aterosclerotiche. Questo può aiutare a identificare meglio le placche ad alto rischio nelle persone con malattia coronarica. Sono necessari ulteriori studi per capire come queste informazioni possano migliorare la previsione degli eventi cardiaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA