Che cosa è stato studiato
Gli autori hanno esaminato insieme i dati di tre grandi studi chiamati FRISC II, ICTUS e RITA-3. Hanno confrontato due modi di trattare i pazienti con NSTE-ACS:
- Una strategia invasiva di routine, cioè un trattamento precoce e diretto.
- Una strategia invasiva dopo aver valutato il rischio individuale del paziente.
Lo scopo era capire se l’età modifica i benefici di queste due strategie.
Chi ha partecipato allo studio
Lo studio ha incluso 5.467 pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST.
Cosa è stato osservato
Dopo 5 anni di controllo:
- Il 74,1% dei pazienti nel gruppo con strategia invasiva di routine ha ricevuto una procedura per migliorare il flusso di sangue al cuore (come l’angioplastica o il bypass coronarico).
- Nel gruppo con strategia invasiva dopo valutazione del rischio, solo il 49,6% ha ricevuto queste procedure.
Risultati principali in base all’età
- Nei pazienti tra i 65 e i 74 anni e in quelli sopra i 75 anni, la strategia invasiva di routine ha ridotto il rischio di morte o infarto rispetto alla strategia basata sulla valutazione del rischio.
- Nei pazienti più giovani di 65 anni, non c’è stato un beneficio chiaro dalla strategia invasiva precoce; anzi, si è osservato un aumento degli infarti in questo gruppo.
In generale, non è stata trovata una differenza significativa nella mortalità totale tra le due strategie.
Differenze tra uomini e donne
I benefici della strategia invasiva precoce sono risultati meno evidenti nelle donne rispetto agli uomini.
In conclusione
Questo studio mostra che l’età è un fattore importante nel decidere il trattamento migliore per le persone con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST. Nei pazienti più anziani, un trattamento invasivo precoce sembra offrire maggiori vantaggi. Nei pazienti più giovani, invece, questo approccio può non essere così utile e potrebbe aumentare il rischio di infarto.