CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/02/2012 Lettura: ~2 min

Nadololo nei pazienti con ipertensione portale riduce l'entità dell'ascite

Fonte
Am J Gastroenterol. 2012 Feb 14.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come il farmaco nadololo possa influenzare la pressione nelle vene del fegato e il rischio di accumulo di liquido nell'addome (ascite) in persone con una malattia del fegato chiamata cirrosi. I risultati mostrano che nadololo può aiutare a ridurre alcune complicazioni legate a questa condizione.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 83 persone con cirrosi epatica e ipertensione portale, una condizione in cui la pressione nelle vene del fegato è troppo alta. Tutti avevano varici esofagee, cioè vene dilatate nell'esofago, e una pressione venosa epatica (HVPG) superiore a 12 mmHg, un valore considerato elevato.

Il farmaco utilizzato è stato il nadololo, un tipo di beta-bloccante che può abbassare la pressione nelle vene del fegato. I ricercatori hanno misurato la pressione prima di iniziare il trattamento e poi dopo uno e tre mesi di terapia.

Cosa è stato osservato

  • Durante un periodo di osservazione di circa 4 anni, 52 pazienti su 83 (62%) hanno avuto almeno un episodio di scompenso, cioè un peggioramento della malattia.
  • In 81% di questi casi, il primo segno di peggioramento è stato l'ascite, cioè l'accumulo di liquido nell'addome.
  • Una riduzione della pressione venosa epatica (HVPG) di almeno il 10% grazie al nadololo è stata il miglior indicatore per prevedere una minore probabilità di sviluppare ascite.

Risultati importanti

  • I pazienti che hanno ottenuto una riduzione della HVPG di almeno il 10% avevano meno probabilità di sviluppare ascite (19% rispetto al 57% di chi non ha risposto al trattamento dopo 3 anni).
  • Questi pazienti avevano anche meno probabilità di avere ascite difficile da trattare (ascite refrattaria) e meno rischio di sviluppare una complicanza grave chiamata sindrome epato-renale, che riguarda il funzionamento di fegato e reni.

In conclusione

Nei pazienti con cirrosi epatica e ipertensione portale, il trattamento con nadololo che riduce la pressione venosa epatica di almeno il 10% può diminuire significativamente il rischio di accumulo di liquido nell'addome e altre complicanze gravi. Questo suggerisce che il controllo della pressione nelle vene del fegato è importante per migliorare la prognosi in queste persone.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA