Che cos'è l'abiciximab e come viene somministrato
L'abciximab è un medicinale che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel cuore durante un intervento chiamato pPCI (intervento coronarico percutaneo primario), usato soprattutto in caso di infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).
Può essere somministrato in due modi principali:
- Intracoronarico (IC): direttamente all'interno delle arterie del cuore.
- Endovenoso (IV): attraverso una vena, come avviene di solito.
Cosa ha mostrato la ricerca
Una raccolta di studi di buona qualità ha confrontato questi due modi di somministrazione in un totale di 1.148 pazienti con infarto STEMI sottoposti a pPCI.
- La somministrazione intracoronarica di abciximab ha ridotto significativamente il rischio di morte rispetto alla somministrazione endovenosa (1,5% contro 3,6%).
- In un gruppo specifico di pazienti, dove meno del 30% aveva subito un'altra procedura chiamata trombectomia con aspirazione, l'uso intracoronarico ha anche ridotto gli eventi cardiaci gravi (6,1% contro 16,2%).
Chi può beneficiare di più
L'abciximab somministrato direttamente nel cuore sembra particolarmente utile per i pazienti con un rischio più alto durante l'infarto STEMI, migliorando così le possibilità di sopravvivenza e riducendo complicazioni.
In conclusione
La somministrazione di abciximab direttamente nelle arterie del cuore durante l'intervento per l'infarto riduce il rischio di morte e di eventi cardiaci gravi rispetto alla somministrazione tradizionale in vena. Questo metodo può essere particolarmente vantaggioso per chi ha un rischio più elevato.