Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 136 persone che avevano avuto un primo infarto STEMI senza complicazioni gravi come shock cardiogeno o grave mancanza di ossigeno nel sangue. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- uno ha ricevuto ossigeno ad alta concentrazione, con un flusso di 6 litri al minuto;
- l'altro ha ricevuto ossigeno "titolato", cioè regolato per mantenere la saturazione di ossigeno nel sangue tra il 93% e il 96%.
L'ossigeno è stato somministrato per 6 ore dopo l'arrivo in ospedale.
Cosa si è misurato
Gli obiettivi principali erano:
- la mortalità entro 30 giorni dall'infarto;
- la dimensione dell'infarto, valutata con un esame del sangue chiamato troponina T a 72 ore.
Altri risultati considerati includevano una revisione combinata di questo e altri studi simili per valutare la mortalità e la misura dell'infarto tramite risonanza magnetica dopo 4 e 6 settimane.
Risultati principali
- Nel gruppo con ossigeno ad alta concentrazione, è morta 1 persona su 68.
- Nel gruppo con ossigeno titolato, sono morte 2 persone su 68.
- La revisione combinata di più studi ha mostrato un possibile aumento del rischio di morte con l'ossigeno ad alta concentrazione, ma senza una certezza statistica chiara.
- Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi nella quantità di danno al cuore, misurata sia con la troponina T sia con la risonanza magnetica.
In conclusione
Questo studio non ha trovato prove che un modo di somministrare l'ossigeno sia migliore dell'altro per i pazienti con STEMI senza complicazioni gravi. Entrambi i metodi sembrano avere risultati simili in termini di sopravvivenza e danno al cuore.