CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 06/03/2012 Lettura: ~2 min

Stent a rilascio di Everolimus o Sirolimus nelle sindromi coronariche acute: un confronto importante

Fonte
J Am Coll Cardiol Intv 2012; 5:145-154.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Tommaso Piva Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Quando si tratta di curare le sindromi coronariche acute, cioè problemi improvvisi al cuore causati da arterie bloccate, si usano spesso piccoli tubicini chiamati stent. Questi stent rilasciano medicine per aiutare a mantenere le arterie aperte. In questo testo spieghiamo i risultati di uno studio che ha confrontato due tipi di stent, per capire quale offre maggiori benefici.

Che cosa sono gli stent a rilascio di farmaci?

Gli stent sono piccoli tubi inseriti nelle arterie del cuore per mantenerle aperte quando sono ostruite. Alcuni stent rilasciano lentamente dei farmaci per prevenire la formazione di nuove ostruzioni. In questo studio si sono confrontati due tipi di stent che rilasciano farmaci chiamati Everolimus (EES) e Sirolimus (SES).

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha incluso 1.746 pazienti con sindromi coronariche acute, cioè condizioni gravi del cuore causate da blocchi nelle arterie. Di questi, 903 hanno ricevuto stent a rilascio di Everolimus (EES) e 843 stent a rilascio di Sirolimus (SES). Le sindromi acute si dividono in due tipi principali:

  • SCA-STE: con elevazione del tratto ST, un segno all’elettrocardiogramma che indica un danno più grave (33,5% dei pazienti)
  • SCA-NSTE: senza elevazione del tratto ST, meno grave (66,5% dei pazienti)

Risultati principali dopo 3 anni

Lo studio ha valutato un insieme di eventi importanti chiamato end point primario, che include:

  • Morte
  • Infarto del miocardio (attacco di cuore)
  • TVR: necessità di un nuovo intervento sulle arterie trattate

I risultati hanno mostrato che:

  • Il 13,8% dei pazienti con stent EES ha avuto uno di questi eventi
  • Il 17,7% dei pazienti con stent SES ha avuto uno di questi eventi

Questo significa che gli stent EES hanno ridotto il rischio di questi problemi rispetto agli stent SES.

Dettagli sui singoli eventi

  • TVR (nuovo intervento): meno frequente con EES (5,7%) rispetto a SES (8,8%)
  • Infarto: tendenza a essere meno frequente con EES (2,1%) rispetto a SES (3,3%)
  • Morte: simile tra i due gruppi (7,2% con EES, 8,8% con SES)

Risultati nei diversi tipi di sindromi coronariche acute

  • Per la SCA-STE: eventi in 16,4% con EES e 18,5% con SES
  • Per la SCA-NSTE: eventi in 12,4% con EES e 17,3% con SES

Rischio di trombosi dello stent

La trombosi dello stent è una complicanza grave in cui si forma un coagulo all’interno dello stent, bloccando di nuovo l’arteria. Lo studio ha mostrato che questo problema è stato:

  • Più raro con gli stent EES (0,4%) rispetto a SES (1,8%)
  • Anche considerando casi probabili o definiti, meno frequente con EES (3,4%) rispetto a SES (6,1%)

In conclusione

Questo studio indica che, nei pazienti con sindromi coronariche acute, gli stent a rilascio di Everolimus offrono un beneficio rispetto a quelli a rilascio di Sirolimus. In particolare, riducono il rischio di dover ripetere l’intervento e di complicanze come la trombosi dello stent, mantenendo un rischio simile di morte. Questi risultati aiutano a scegliere il tipo di stent più adatto per migliorare la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Tommaso Piva

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA