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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/03/2024 Lettura: ~2 min

Sacubitril/valsartan dopo un infarto: efficacia simile indipendentemente dal tipo di infarto

Fonte
Mann DL, Nicolas J, Claggett B, et al. J Am Coll Cardiol. 2024;83:904-914.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un infarto, è importante capire quali trattamenti possono aiutare a prevenire problemi al cuore. Uno studio ha confrontato due farmaci per vedere se uno fosse più efficace dell'altro in base al tipo di infarto subito.

Che cosa è stato studiato

Lo studio chiamato PARADISE-MI ha coinvolto 5.661 persone che avevano avuto un infarto al cuore. Questi pazienti avevano anche problemi al cuore come una ridotta capacità di pompare il sangue o accumulo di liquidi nei polmoni.

Lo studio ha confrontato due farmaci:

  • Sacubitril/valsartan, un medicinale che agisce sul cuore e sui vasi sanguigni.
  • Ramipril, un altro farmaco usato per proteggere il cuore.

Tipi di infarto considerati

Gli infarti sono stati divisi in due tipi principali:

  • STEMI: un infarto più grave che blocca completamente un'arteria del cuore.
  • NSTEMI: un infarto meno grave, con un blocco parziale dell'arteria.

I risultati principali

L'analisi ha mostrato che non c'erano differenze significative tra i due farmaci nel ridurre il rischio di:

  • Morte per problemi cardiaci.
  • Insufficienza cardiaca, cioè quando il cuore non riesce a pompare bene il sangue.

Questa mancanza di differenza è stata osservata sia nei pazienti con infarto STEMI sia in quelli con infarto NSTEMI.

Cosa significa questo

Il farmaco sacubitril/valsartan non ha mostrato un vantaggio chiaro rispetto al ramipril nel ridurre i rischi dopo un infarto, indipendentemente dal tipo di infarto subito.

In conclusione

In pazienti con infarto e problemi al cuore, sacubitril/valsartan e ramipril hanno mostrato un'efficacia simile nel prevenire la morte cardiaca e l'insufficienza cardiaca, sia dopo infarti più gravi (STEMI) sia dopo infarti meno gravi (NSTEMI).

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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