CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2012 Lettura: ~3 min

Dopo il cancro ci vuole cuore

Fonte
Nicola Maurea, Direttore Struttura Complessa di Cardiologia I.N.T., Fondazione Pascale - Napoli, Presidente Nazionale Associazione Italiana di Cardio-Oncologia (AICO); Giovanna Piscopo, Biotecnologo, Struttura Complessa di Cardiologia I.N.T., Fondazione Pascale – Napoli

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1061 Sezione: 2

Introduzione

Dopo aver superato un tumore, è importante prendersi cura anche del cuore. Le nuove terapie contro il cancro hanno migliorato molto la sopravvivenza, ma possono aumentare il rischio di problemi cardiaci. Per questo motivo, è fondamentale che medici oncologi e cardiologi lavorino insieme per proteggere la salute del cuore durante e dopo le cure oncologiche.

Che cos'è la cardio-oncologia

La cardio-oncologia è una nuova disciplina medica che si occupa di prevenire e curare i problemi cardiaci causati dalle terapie contro il cancro. Grazie ai progressi nelle cure oncologiche, molte persone vivono più a lungo dopo un tumore, ma spesso il rischio di malattie del cuore può diventare più alto del rischio di ritorno del cancro stesso. Per questo motivo, è nata in Italia l’Associazione Italiana di Cardio-Oncologia (AICO), che riunisce esperti per affrontare queste sfide.

Perché le terapie oncologiche possono danneggiare il cuore

Alcuni farmaci usati per curare il cancro, specialmente quelli più recenti chiamati terapie biologiche o target therapy, possono avere effetti collaterali sul cuore. Questi effetti includono:

  • Insufficienza cardiaca (quando il cuore non pompa bene il sangue)
  • Problemi alla funzione del ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che spinge il sangue)
  • Pressione alta (ipertensione)
  • Trombosi (formazione di coaguli nel sangue)
  • Alterazioni del ritmo cardiaco, come l’allungamento del tratto QT, che può aumentare il rischio di aritmie

I principali farmaci e i loro effetti sul cuore

Inibitori del VEGF (farmaci antiangiogenici)

Questi farmaci bloccano il VEGF, una sostanza che aiuta a formare nuovi vasi sanguigni. Tra questi ci sono il bevacizumab, il sunitinib e il sorafenib. Gli effetti più comuni sono:

  • Ipertensione arteriosa: può colpire fino al 45% dei pazienti. Questo succede perché il blocco del VEGF riduce la produzione di una sostanza chiamata ossido nitrico, che normalmente aiuta a mantenere i vasi sanguigni aperti.
  • Insufficienza cardiaca: specialmente con il sunitinib, che può causare problemi al cuore nell’8-15% dei casi.

L’ipertensione può essere un segno che il farmaco sta funzionando contro il tumore, ma va controllata e trattata per proteggere il cuore.

Inibitori di HER2

HER2 è una proteina che si trova in molti tumori al seno e che può essere bloccata da farmaci come il trastuzumab e il pertuzumab. Questi farmaci aiutano a combattere il tumore, ma possono causare:

  • Disfunzione del ventricolo sinistro, che può portare a insufficienza cardiaca. L’incidenza varia dal 4% al 27%, a seconda di come e quando vengono usati i farmaci.
  • Effetti reversibili nella maggior parte dei casi, ma in circa il 20% dei pazienti la funzione cardiaca può non tornare completamente normale.

Il rischio aumenta se i farmaci vengono dati insieme o subito dopo altri farmaci che danneggiano il cuore, come le antracicline.

Come si può proteggere il cuore durante le terapie oncologiche

  • È importante che cardiologi e oncologi lavorino insieme per monitorare la salute del cuore.
  • Controllare regolarmente la funzione cardiaca con esami ecocardiografici avanzati, che possono individuare precocemente danni al cuore.
  • Trattare tempestivamente l’ipertensione e altri fattori di rischio cardiovascolare.
  • Iniziare precocemente terapie cardiologiche (come ACE-inibitori o beta-bloccanti) quando si notano segni di sofferenza del cuore.

Il concetto di “sliding doors”

Questo termine indica che la gestione del paziente può cambiare molto a seconda che il primo specialista consultato sia l’oncologo o il cardiologo. Una collaborazione precoce può migliorare la cura e prevenire complicazioni.

In conclusione

Le nuove terapie contro il cancro hanno migliorato la sopravvivenza, ma possono aumentare il rischio di problemi cardiaci. La cardio-oncologia è una disciplina che aiuta a riconoscere e gestire questi rischi. La collaborazione tra medici oncologi e cardiologi è fondamentale per proteggere il cuore dei pazienti, garantendo così una migliore qualità e durata della vita dopo il cancro.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA