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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/03/2012 Lettura: ~2 min

Studio HORIZONS-AMI su pazienti con infarto STEMI trattati con angioplastica primaria

Fonte
European Heart Journal Volume 33, Issue 6, Pp. 768-775.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato come la presenza di diverse forme di malattia coronarica influisca sulla sopravvivenza di pazienti con infarto miocardico grave trattati con un intervento chiamato angioplastica primaria.

Che cosa ha studiato il trial HORIZONS-AMI

Il trial HORIZONS-AMI ha analizzato 3.283 pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) sottoposti a angioplastica coronarica primaria (PCI), un intervento che apre le arterie bloccate.

Tipi di malattia coronarica considerati

  • Malattia monovasale (SVD): coinvolgimento di una sola arteria coronarica (46,4% dei pazienti).
  • Malattia multivasale (MVD) senza occlusione cronica totale (CTO): coinvolgimento di più arterie senza blocco totale cronico (45,0%).
  • Malattia multivasale con CTO in un'arteria non direttamente coinvolta nell'infarto (non-IRA): presenza di un blocco totale cronico in un'arteria diversa da quella che ha causato l'infarto (8,6%).

Risultati principali

  • I pazienti con CTO in un'arteria non-IRA avevano meno probabilità di ottenere un buon flusso sanguigno dopo l'intervento (TIMI 3), più spesso presentavano un mancato passaggio del sangue nel tessuto cardiaco (blush miocardico assente), e meno frequentemente si osservava la completa normalizzazione dell'elettrocardiogramma.
  • La presenza di CTO in un'arteria non-IRA era associata a un rischio significativamente più alto di morte sia nei primi 30 giorni dopo l'infarto sia nei successivi 3 anni.
  • La malattia multivasale senza CTO aumentava il rischio di morte nei primi 30 giorni, ma non influiva sulla mortalità a lungo termine.

Cosa significa tutto questo

La presenza di un blocco totale cronico in un'arteria non direttamente coinvolta nell'infarto rappresenta un fattore importante che può influenzare negativamente la prognosi dopo un infarto trattato con angioplastica primaria.

In conclusione

Questo studio mostra che nei pazienti con infarto STEMI trattati con angioplastica primaria, la presenza di una malattia coronarica estesa con un blocco totale cronico in un'arteria non coinvolta direttamente nell'infarto è legata a un rischio più alto di mortalità sia a breve che a lungo termine. Al contrario, la malattia multivasale senza questo blocco totale aumenta il rischio solo nei primi 30 giorni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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