Che cosa sono gli antipsicotici e gli inibitori della colinesterasi
Antipsicotici (AP) sono farmaci usati per trattare disturbi mentali, spesso prescritti anche agli anziani con demenza per gestire alcuni sintomi comportamentali.
Inibitori della colinesterasi sono medicinali utilizzati per rallentare i sintomi della demenza, aiutando la memoria e altre funzioni cognitive.
Lo studio e i suoi risultati principali
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 37.000 anziani che assumevano inibitori della colinesterasi. Tra questi, circa 11.000 hanno iniziato anche una terapia con antipsicotici.
Lo scopo era capire se l’uso di antipsicotici aumentasse il rischio di infarto miocardico acuto (IMA), cioè un grave problema al cuore causato da un blocco del flusso di sangue.
Rischio di infarto nei primi tempi di trattamento
- Nei primi 30 giorni dall’inizio degli antipsicotici, il rischio di infarto era più che raddoppiato.
- Nei primi 60 giorni il rischio rimaneva aumentato, ma in misura minore.
- Nei primi 90 e 365 giorni il rischio continuava a essere più alto, ma con una tendenza a diminuire nel tempo.
In termini semplici, chi assume antipsicotici insieme agli inibitori della colinesterasi ha un aumento modesto e temporaneo del rischio di infarto, soprattutto nei primi mesi di trattamento.
Cosa significa questo per i pazienti anziani
- Gli antipsicotici devono essere usati con attenzione negli anziani, soprattutto se assumono anche farmaci per la demenza.
- È importante che i medici valutino bene i benefici e i possibili rischi prima di prescriverli.
- Il rischio di infarto non è elevato in modo drastico, ma è comunque presente e più rilevante all’inizio della terapia.
In conclusione
L’uso di antipsicotici negli anziani trattati con farmaci per la demenza può aumentare in modo moderato e temporaneo il rischio di infarto al cuore. Questo dato aiuta a comprendere meglio come gestire questi farmaci in modo sicuro e responsabile, sempre sotto controllo medico.