Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 5.647 persone che hanno subito un intervento chiamato angioplastica coronarica, un metodo per migliorare il flusso di sangue al cuore. Si è voluto capire come l'uso di due tipi di statine, la atorvastatina e la simvastatina, influenzi la possibilità di vivere più a lungo dopo l'intervento.
Come è stato condotto lo studio
- Il punto principale osservato era la mortalità per qualsiasi causa, cioè quante persone sono morte durante il periodo di osservazione.
- Altri punti osservati erano la mortalità per problemi cardiaci e per tumori.
- Il tempo medio di osservazione è stato di 5 anni.
I risultati principali
- Durante il periodo di osservazione, 738 persone (il 13,1%) sono decedute.
- L'88% dei pazienti assumeva statine entro 4 settimane dall'intervento.
- Il 34% usava atorvastatina, mentre il 29% simvastatina.
- Dopo 8 anni, la percentuale di persone ancora vive era dell'83% nel gruppo con atorvastatina e del 79% in quello con simvastatina.
- In generale, l'uso delle statine ha ridotto del 50% il rischio di morte rispetto a chi non le assumeva.
- Inoltre, chi assumeva atorvastatina aveva un rischio di morte inferiore del 23% rispetto a chi assumeva simvastatina.
Cosa significa tutto questo
Le statine sono importanti per migliorare la sopravvivenza dopo un intervento al cuore come l'angioplastica. Tra le statine studiate, l'atorvastatina sembra offrire un beneficio maggiore rispetto alla simvastatina, soprattutto per quanto riguarda la riduzione della mortalità a lungo termine.
In conclusione
In persone che hanno subito un intervento di angioplastica coronarica, l'assunzione di statine aiuta a ridurre il rischio di morte nel tempo. Tra le statine, l'atorvastatina si è dimostrata più efficace nel diminuire la mortalità rispetto alla simvastatina.