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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/05/2012 Lettura: ~3 min

Si può prevenire la cardiotossicità in oncologia?

Fonte
Primo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Cardio-Oncologia (AICO), Napoli, 29-31 marzo 2012

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1075 Sezione: 2

Introduzione

Il primo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Cardio-Oncologia ha riunito esperti per discutere come proteggere il cuore durante le terapie contro il cancro. Oggi molte persone guariscono dal cancro, ma è importante evitare che le cure danneggino il cuore, per mantenere una buona salute a lungo termine.

Che cosa significa cardiotossicità in oncologia

La cardiotossicità è un danno al cuore causato da alcuni farmaci usati per curare il cancro o dalla radioterapia. Questo problema è importante perché oggi molti tumori si curano bene e le persone vivono più a lungo, quindi è fondamentale proteggere il cuore per evitare complicazioni future.

Farmaci e trattamenti coinvolti

  • Le antracicline sono farmaci noti da tempo per causare danni al cuore, in particolare alla capacità del ventricolo sinistro di pompare il sangue.
  • La radioterapia può anch’essa danneggiare il cuore.
  • Le nuove terapie biologiche, che colpiscono specifiche proteine legate alla crescita del tumore, possono avere effetti collaterali sul cuore perché queste proteine sono anche importanti per il funzionamento del sistema cardiovascolare.

Come riconoscere e prevenire il danno cardiaco

È molto importante diagnosticare precocemente eventuali danni al cuore durante le cure oncologiche. Tradizionalmente si valuta la frazione di eiezione, cioè la capacità del cuore di pompare il sangue, ma questa misura può indicare un danno già avvenuto.

Oggi si usano tecniche ecografiche più precise e semplici, come il speckle tracking, l’ecografia 3D e il TDI, insieme a esami del sangue che misurano sostanze chiamate peptidi natriuretici e troponine. Questi strumenti aiutano a scoprire prima eventuali problemi e a monitorare la funzione cardiaca durante il trattamento.

Strategie di trattamento e prevenzione

  • È importante iniziare il trattamento per la disfunzione cardiaca il prima possibile, per aumentare le possibilità di recupero.
  • Alcuni farmaci come i sartani (ad esempio il candesartan) sono studiati per prevenire i danni al cuore causati da farmaci antitumorali.
  • Il nebivololo è un farmaco che protegge il cuore bloccando specifici recettori e stimolando la produzione di ossido nitrico, una sostanza benefica per il cuore.
  • Le statine, comunemente usate per il colesterolo, possono anche aiutare a ridurre l’infiammazione e proteggere il cuore durante alcune terapie oncologiche.
  • Il dexrazoxane è un farmaco che può prevenire lo scompenso cardiaco causato dalle antracicline, senza ridurre l’efficacia del trattamento contro il tumore.
  • La ranolazina è un farmaco in fase di studio che potrebbe aiutare a proteggere il cuore bloccando una corrente elettrica anomala nelle cellule cardiache, migliorando la funzione cardiaca durante le cure con antracicline.

In conclusione

La cardiotossicità è un effetto collaterale importante delle terapie oncologiche, ma oggi ci sono metodi migliori per riconoscerla precocemente e trattarla efficacemente. Nuove strategie e farmaci sono in sviluppo per proteggere il cuore durante le cure contro il cancro, permettendo così ai pazienti di vivere più a lungo e con una migliore qualità di vita.

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