Che cosa è stato studiato
Uno studio pubblicato sull'American Journal of Cardiology ha esaminato se migliorare la terapia medica possa evitare l'uso non necessario dei defibrillatori impiantabili (ICD) in pazienti con una particolare malattia del cuore chiamata cardiomiopatia dilatativa idiopatica. Questi pazienti avevano una funzione cardiaca ridotta (frazione di eiezione inferiore al 35%) e sintomi moderati (classe NYHA II-III).
Come è stato condotto lo studio
- Su 503 pazienti, 245 avevano i criteri per ricevere un ICD secondo uno studio precedente chiamato SCD-HeFT.
- Di questi 245, 162 sono stati rivalutati dopo circa 5 mesi di cura con farmaci chiamati beta bloccanti e ACE inibitori.
- Tra questi 162 pazienti:
- Il 31% ancora aveva bisogno del defibrillatore.
- Il 67% migliorò abbastanza da non aver più bisogno del defibrillatore.
- Il 2% peggiorò e aveva sintomi più gravi.
- Tra i 227 pazienti che inizialmente non avevano i criteri per l'impianto, 125 sono stati rivalutati dopo circa 5 mesi:
- Il 10% sviluppò i criteri per l'impianto.
- L'89% rimase stabile.
- L'1% peggiorò.
Risultati importanti
- I pazienti che migliorarono con la terapia medica avevano una prognosi migliore e meno eventi gravi come morte improvvisa o necessità di trapianto.
- Circa due terzi di chi inizialmente sembrava dover ricevere un ICD non ne aveva più bisogno dopo qualche mese di cura medica.
- La terapia medica ottimale con beta bloccanti e ACE inibitori può migliorare i sintomi e la funzione del cuore in modo efficace, meno invasivo e meno costoso rispetto all'impianto immediato di un defibrillatore.
In conclusione
Prima di decidere per l'impianto di un defibrillatore, è molto importante ottimizzare la terapia medica. Spesso i farmaci possono migliorare la salute del cuore e ridurre la necessità di dispositivi impiantabili, offrendo un trattamento più semplice e sicuro per i pazienti.