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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2012 Lettura: ~2 min

Marcatori del rischio cardiovascolare: cosa sono e perché sono importanti

Fonte
JAMA 2012; 307: 2499-2506.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Angeli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si parla di salute del cuore, è importante conoscere i "marcatori" che aiutano a capire il rischio di problemi cardiovascolari. Questi marcatori sono sostanze nel sangue che possono indicare quanto è alto il rischio di avere eventi come infarti o ictus. Scopriamo insieme cosa sono e come possono aiutare a proteggere il cuore.

Che cosa sono i marcatori del rischio cardiovascolare?

I marcatori del rischio cardiovascolare sono elementi misurabili nel sangue che aiutano i medici a valutare la probabilità di sviluppare problemi al cuore o ai vasi sanguigni. Tra questi marcatori ci sono:

  • Apolipoproteina B (apo B) e Apolipoproteina A-I (apo A-I): proteine che trasportano il colesterolo nel sangue.
  • Lipoproteina(a): una particolare particella di grasso nel sangue legata al rischio di malattie cardiache.
  • Phospholipase A2: un enzima coinvolto nei processi infiammatori delle arterie.

Cosa ha mostrato lo studio su questi marcatori?

Uno studio molto ampio, che ha seguito per circa 10 anni oltre 165.000 persone, ha osservato più di 15.000 eventi cardiovascolari (come infarti o ictus). I ricercatori hanno valutato se aggiungere questi nuovi marcatori alle tradizionali misure di colesterolo potesse migliorare la capacità di prevedere chi rischia di più.

I risultati hanno dimostrato che includere questi marcatori nel controllo del rischio aiuta a identificare meglio le persone con un rischio più alto, anche tra chi era considerato a basso rischio usando solo i metodi tradizionali.

Quanto può cambiare la valutazione del rischio?

Per esempio, su 100.000 adulti sopra i 40 anni:

  • Circa 15.400 persone risultano a rischio "intermedio" usando solo i fattori tradizionali.
  • Aggiungendo l'apolipoproteina B e A-I, circa l'1,1% di queste persone viene riclassificato come a rischio elevato (cioè con almeno il 20% di probabilità di avere un evento cardiovascolare).
  • Considerando la lipoproteina(a), circa il 4,1% viene riclassificato a rischio alto.
  • Valutando la phospholipase A2, un altro 2,7% viene riclassificato a rischio elevato.

Queste riclassificazioni sono importanti perché possono influenzare le decisioni su come prevenire i problemi cardiaci, per esempio decidendo se iniziare una terapia con farmaci come le statine, che aiutano a ridurre il colesterolo.

In conclusione

I nuovi marcatori del rischio cardiovascolare, come l'apolipoproteina B e A-I, la lipoproteina(a) e la phospholipase A2, possono migliorare la valutazione del rischio di malattie del cuore. Questo permette di identificare meglio chi ha bisogno di maggiori attenzioni e di interventi preventivi, contribuendo a proteggere la salute cardiovascolare in modo più efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Angeli

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