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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/06/2012 Lettura: ~2 min

Studio PAMELA: il BMI iniziale predice in modo indipendente la mortalità cardiovascolare

Fonte
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2012 May 25. [Epub ahead of print].

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio PAMELA ha esaminato come il peso corporeo e la distribuzione del grasso influenzino il rischio di malattie e mortalità cardiovascolare. I risultati mostrano che il valore iniziale dell'indice di massa corporea (BMI) è un indicatore importante per prevedere la mortalità legata al cuore e ai vasi sanguigni.

Che cosa è stato studiato

Nel 2005, un gruppo di ricercatori ha valutato diverse misure legate al peso e alla salute cardiaca in persone della popolazione generale di Monza, in Italia. Tra queste misure c'erano:

  • BMI (Indice di Massa Corporea), che indica il rapporto tra peso e altezza;
  • Circonferenza vita (WC), che misura il grasso accumulato nella zona addominale;
  • Pressione sanguigna misurata in diversi momenti della giornata;
  • Frequenza cardiaca e variabili metaboliche, cioè parametri legati al metabolismo e al funzionamento del corpo.

I partecipanti sono stati seguiti per circa 12 anni per osservare quanti eventi cardiovascolari (come infarti o ictus) e quante morti legate a problemi cardiaci o a qualsiasi causa si sono verificati.

Risultati principali

  • Valori più alti di BMI e circonferenza vita erano collegati a un aumento della pressione sanguigna e a una sua variabilità irregolare durante il giorno.
  • Le alterazioni metaboliche erano più evidenti in chi aveva valori più elevati di BMI e circonferenza vita.
  • Il colesterolo "buono" (HDL) risultava più basso in chi aveva un BMI e una circonferenza vita maggiori.
  • Il rischio di eventi cardiovascolari e di morte aumentava progressivamente dal gruppo con valori più bassi a quello con valori più alti di BMI e circonferenza vita.

Importanza del BMI iniziale

Quando si è considerato l'effetto di altri fattori che possono influenzare il rischio, è emerso che solo il valore iniziale del BMI rimaneva un predittore significativo della mortalità per cause cardiovascolari. In altre parole, un aumento del BMI all'inizio dello studio era associato a un rischio maggiore di morte per problemi cardiaci, indipendentemente da altri fattori.

In conclusione

Lo studio PAMELA conferma che il valore iniziale dell'indice di massa corporea è un indicatore importante per prevedere il rischio di mortalità cardiovascolare. Questo suggerisce che il peso corporeo, valutato con il BMI, ha un ruolo centrale nella salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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