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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/05/2024 Lettura: ~2 min

Le incretine e il loro possibile ruolo nella malattia di Parkinson

Fonte
Bosch N, JAMA Intern Med. 2024; doi: 10.1001/jamainternmed.2023.0258.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La malattia di Parkinson è una condizione che colpisce il movimento e, attualmente, i trattamenti disponibili aiutano soprattutto a controllare i sintomi. Recentemente, alcuni farmaci usati per il diabete e l'obesità stanno mostrando un potenziale beneficio anche per questa malattia. In questo testo spieghiamo in modo semplice i risultati di uno studio che ha valutato uno di questi farmaci, la lixisenatide, e il suo possibile effetto nel rallentare la progressione del Parkinson.

Che cosa sono le incretine e il loro legame con il cervello

Le incretine sono sostanze prodotte dal nostro corpo che aiutano a regolare lo zucchero nel sangue. Alcuni farmaci chiamati agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1Ra) imitano queste sostanze e sono usati per trattare il diabete e l'obesità.

Studi recenti hanno dimostrato che questi farmaci possono raggiungere il cervello in quantità misurabili. Qui potrebbero avere un effetto protettivo sulle cellule nervose, aiutando a ridurre la morte cellulare causata da infiammazioni e stimolando la formazione di nuove cellule nervose.

Lo studio sulla lixisenatide nella malattia di Parkinson

Un recente studio clinico ha esaminato se la lixisenatide, un farmaco GLP-1Ra, possa rallentare la perdita di funzione motoria nelle persone con Parkinson in fase iniziale.

  • Lo studio ha coinvolto 156 persone con diagnosi di Parkinson da meno di tre anni.
  • Ai partecipanti è stato somministrato ogni giorno, per 12 mesi, o lixisenatide tramite iniezione sotto la pelle, o un placebo (una sostanza senza principio attivo).
  • Dopo 12 mesi, c’è stato un periodo di sospensione di 2 mesi per osservare eventuali cambiamenti.

I risultati principali

Per valutare l’effetto del trattamento è stata usata una scala chiamata MDS-UPDRS, che misura la difficoltà nei movimenti causata dal Parkinson.

  • Nel gruppo trattato con lixisenatide, il punteggio è rimasto quasi stabile, con un leggero miglioramento (-0,04 punti).
  • Nel gruppo placebo, invece, il punteggio è peggiorato di 3,04 punti, indicando un aumento della disabilità motoria.
  • Questa differenza tra i due gruppi è risultata statisticamente significativa, cioè molto probabilmente non dovuta al caso.
  • Dopo il periodo senza trattamento, i partecipanti che avevano ricevuto lixisenatide avevano ancora punteggi migliori rispetto a chi aveva ricevuto placebo.

Effetti collaterali e considerazioni

Come spesso accade con i farmaci GLP-1Ra, sono stati osservati effetti collaterali a livello gastrointestinale, come nausea o disturbi digestivi.

Questi risultati sono promettenti, ma è importante sottolineare che servono ulteriori studi più lunghi e con un numero maggiore di partecipanti per confermare l’efficacia e la sicurezza della lixisenatide nella malattia di Parkinson.

In conclusione

La lixisenatide, un farmaco usato per il diabete, sembra poter raggiungere il cervello e aiutare a proteggere le cellule nervose nella malattia di Parkinson. Uno studio ha mostrato che può rallentare il peggioramento dei sintomi motori nelle persone con Parkinson in fase iniziale. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per capire meglio i benefici e i possibili effetti collaterali di questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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