Che cosa ha studiato lo studio
Lo studio ha analizzato l'associazione tra il consumo di alcol a lungo termine e la mortalità per cause cardiovascolari in uomini che hanno avuto un infarto del miocardio (IM), cioè un attacco di cuore. Ha considerato sia il consumo di alcol prima che dopo l'infarto.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 51.529 uomini negli Stati Uniti, seguiti dal 1986 al 2006. Durante questo periodo, 1.818 uomini hanno avuto un infarto non fatale. Tra questi, 468 sono morti nel corso di 20 anni di osservazione.
Il consumo medio di alcol è stato calcolato prima dell'infarto e aggiornato ogni 4 anni dopo l'evento.
Risultati principali
Rispetto a chi non beveva alcol, i risultati hanno mostrato che:
- Bere una quantità moderata di alcol (da 0,1 a 29,9 grammi al giorno) era associato a un rischio più basso di morte per tutte le cause.
- Per esempio, chi beveva tra 10 e 29,9 grammi al giorno aveva un rischio ridotto del 34% di mortalità rispetto ai non bevitori.
- Per la mortalità legata specificamente a problemi cardiovascolari, il consumo moderato mostrava una riduzione simile del rischio.
- Bere più di 30 grammi al giorno non sembrava ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare.
Dettagli aggiuntivi
Questi risultati erano simili sia considerando il consumo prima che dopo l'infarto.
In sottogruppi specifici, come uomini con infarti non-anteriori (una localizzazione specifica dell'infarto) o con una funzione cardiaca leggermente ridotta, il consumo moderato di alcol era associato a una minore mortalità.
In conclusione
Lo studio suggerisce che un consumo moderato di alcol può essere collegato a un rischio più basso di morte, sia generale che per problemi cardiovascolari, tra gli uomini che hanno avuto un infarto. Tuttavia, bere quantità elevate non sembra offrire gli stessi benefici.