CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 12/07/2012 Lettura: ~2 min

Tachicardia sinusale inappropriata: metoprololo o ivabradina, quale è più efficace?

Fonte
Europace (2012) doi: 10.1093/europace/eus204.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La tachicardia sinusale inappropriata (IST) è una condizione in cui il cuore batte più velocemente del normale senza una causa chiara. Questo può causare sintomi fastidiosi, specialmente durante l'attività fisica. Esistono diversi farmaci per aiutare a controllare questa condizione. Qui spieghiamo i risultati di uno studio che ha confrontato due di questi farmaci: il metoprololo e l'ivabradina.

Che cos'è la tachicardia sinusale inappropriata (IST)?

La IST è una situazione in cui il cuore batte più velocemente del normale anche a riposo, senza una ragione apparente come stress o esercizio fisico. Questo può portare a sintomi come palpitazioni, affaticamento e difficoltà durante le attività quotidiane.

Lo studio: confronto tra metoprololo e ivabradina

Uno studio ha coinvolto 20 persone, con un'età media di 36 anni, di cui 14 donne, tutte affette da IST che non rispondeva ai trattamenti precedenti con farmaci beta-bloccanti o calcio-antagonisti.

Il trattamento è stato fatto in due fasi:

  • Prima, per 4 settimane, i pazienti hanno assunto metoprololo, un farmaco che rallenta il battito cardiaco.
  • Successivamente, il metoprololo è stato sostituito con ivabradina, un altro farmaco che agisce sul ritmo del cuore, per un massimo di 7,5 mg due volte al giorno.

I risultati principali

  • Entrambi i farmaci hanno ridotto in modo simile la frequenza cardiaca a riposo (da circa 114 battiti al minuto a circa 92 con metoprololo e 90 con ivabradina).
  • L’ivabradina ha mostrato un miglior controllo della frequenza cardiaca durante l’attività fisica e nelle ore diurne, con valori più bassi rispetto al metoprololo.
  • Dal punto di vista dei sintomi, il 70% dei pazienti trattati con ivabradina non ha più avuto disturbi legati alla IST, mentre con il metoprololo alcuni pazienti hanno avuto effetti collaterali come pressione bassa o battito troppo lento, che hanno richiesto una riduzione della dose.
  • L’ivabradina è stata generalmente ben tollerata senza effetti collaterali significativi.

Cosa significa tutto questo?

Entrambi i farmaci aiutano a ridurre la frequenza cardiaca a riposo nelle persone con IST che non rispondevano ad altri trattamenti. Tuttavia, l’ivabradina sembra offrire un migliore sollievo dai sintomi durante l’attività fisica e nella vita di tutti i giorni, con meno effetti indesiderati.

In conclusione

Per chi soffre di tachicardia sinusale inappropriata resistente ad altri farmaci, sia il metoprololo che l’ivabradina possono ridurre la frequenza cardiaca a riposo. L’ivabradina, però, potrebbe essere più efficace nel migliorare i sintomi durante l’attività fisica e risulta essere meglio tollerata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA