Che cos'è successo al paziente
Si tratta di un uomo di 69 anni con ipertensione (pressione alta) e una mutazione genetica chiamata MTHFR C677T. In passato ha avuto un infarto e problemi alle coronarie, oltre ad aneurismi (dilatazioni) dell'aorta toracica e addominale, seguiti regolarmente dai medici. Nel 2011 ha subito un intervento all'aorta ascendente a causa di una grave lesione chiamata dissezione.
Il problema acuto
A giugno 2012, il paziente si è presentato al pronto soccorso per un dolore forte e persistente tra le scapole. Gli esami hanno mostrato una pressione arteriosa molto alta e una diminuzione dei globuli rossi (anemia). Una TAC con contrasto ha evidenziato un'ulcera penetrante nell'aorta toracica discendente, con sanguinamento nel torace e segni di fessurazione, cioè una lesione che rischiava di peggiorare rapidamente.
Il trattamento endovascolare
Data la gravità, il paziente è stato trasferito immediatamente a un centro specializzato per un intervento urgente. Al suo arrivo, il dolore e i sintomi erano peggiorati, con difficoltà a respirare e pressione bassa, e l'anemia si era aggravata.
La procedura è stata eseguita in anestesia generale in un laboratorio specializzato. Attraverso l'arteria femorale (nell'inguine), sono state inserite tre protesi endovascolari toraciche, cioè piccoli tubi di materiale speciale che rinforzano l'aorta dall'interno, chiudendo l'ulcera e prevenendo ulteriori sanguinamenti.
Il decorso post-operatorio
L'intervento è riuscito senza complicazioni. Una TAC di controllo fatta dopo 7 giorni ha confermato la completa chiusura dell'ulcera e l'assenza di perdite intorno alle protesi. Il paziente è stato dimesso dopo 16 giorni, in buone condizioni.
In conclusione
Il trattamento endovascolare è una tecnica efficace e meno invasiva per gestire aneurismi e lesioni gravi dell'aorta. In questo caso, ha permesso di risolvere un problema urgente in un paziente con una situazione complessa, offrendo un recupero senza complicazioni importanti.