Che cosa è stato studiato
Lo studio chiamato WARCEF ha coinvolto 2.305 adulti con insufficienza cardiaca, cioè con una ridotta capacità del cuore di pompare il sangue (frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤ 35%). Tutti avevano un battito cardiaco regolare, chiamato ritmo sinusale.
I pazienti provenivano da 168 centri in diversi paesi (Stati Uniti, Canada, Argentina ed Europa) e ricevevano già le cure mediche standard per l’insufficienza cardiaca.
Come è stato condotto lo studio
- I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzato):
- Un gruppo ha ricevuto warfarin (un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue), con un controllo specifico del livello di effetto del farmaco (INR target 2,0-3,5), più una pillola placebo (senza principio attivo).
- L’altro gruppo ha ricevuto aspirina (325 mg al giorno), un farmaco che aiuta a prevenire i coaguli in modo diverso, più una pillola placebo.
- Il periodo di osservazione è durato in media 3,5 anni, con un massimo di 6 anni.
- Lo studio ha escluso persone con condizioni che aumentavano molto il rischio di coaguli o sanguinamenti, o che avevano già indicazioni chiare per uno dei due farmaci.
Quali risultati sono stati valutati
Il risultato principale considerato era un insieme di eventi gravi:
- ictus ischemico (blocco di un vaso sanguigno nel cervello),
- emorragia intracerebrale (sanguinamento dentro il cervello),
- morte.
Altri risultati secondari includevano anche infarto del cuore e ricoveri per insufficienza cardiaca.
Cosa è emerso dallo studio
I due gruppi non hanno mostrato differenze significative per il risultato principale o per la maggior parte degli eventi considerati.
L’unica eccezione è stata una differenza nell’ictus ischemico, che è stato meno frequente nel gruppo trattato con warfarin.
Non sono state rilevate differenze importanti nemmeno per la sicurezza, cioè per il rischio di sanguinamenti o altri problemi.
In conclusione
In pazienti con insufficienza cardiaca e ritmo cardiaco regolare, sia il warfarin che l’aspirina hanno mostrato un’efficacia simile nel prevenire eventi gravi come ictus ed emorragie, con una leggera riduzione degli ictus ischemici nel gruppo con warfarin. Entrambi i trattamenti sono risultati sicuri e comparabili nel lungo termine.