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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/09/2012 Lettura: ~3 min

Un dolore che fa male al cuore…

Fonte
Caso clinico tratto da un articolo specialistico su pazienti con psoriasi e gotta, con valutazione del rischio cardiovascolare.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo caso riguarda un uomo di 48 anni con psoriasi che ha sviluppato un dolore articolare improvviso e altri sintomi. Analizzeremo insieme le possibili cause, gli esami utili e l'approccio più adatto per gestire la sua situazione in modo sicuro e completo.

Che cosa è successo al paziente?

Il paziente, un agente della Pubblica Sicurezza di 48 anni, ha una storia di psoriasi trattata con fototerapia. È arrivato in ambulatorio perché ha avuto:

  • febbre alta (iperpiressia),
  • dolore e infiammazione alla prima articolazione del piede (metatarso-falangea),
  • rossore (rubor), calore (calor), gonfiore (tumor) e difficoltà a muovere la zona (functio laesa).

Il dolore è comparso improvvisamente durante la notte, dopo un pasto abbondante e una festa.

Esami e valutazioni iniziali

Durante la visita si è notato che il paziente ha un peso leggermente superiore alla norma (indice di massa corporea 27.2), una pressione arteriosa di 150/90 mmHg e una frequenza cardiaca di 86 battiti al minuto.

L'elettrocardiogramma (ECG) ha mostrato un ritmo normale ma con segni di aumento dello spessore del ventricolo sinistro del cuore.

Diagnosi più probabile: la gotta acuta

La descrizione dei sintomi e la storia del paziente suggeriscono che si tratti di gota acuta, una forma di infiammazione articolare causata dall'accumulo di acido urico nelle articolazioni. Questo è più frequente in persone con sovrappeso o sindrome metabolica e può essere associato alla psoriasi.

Esami richiesti:

  • esami del sangue per valutare infiammazione e acido urico (emocromo, VES, PCR, uricemia);
  • funzionalità renale (creatinina, azotemia);
  • esame delle urine;
  • radiografia dei piedi per escludere danni ossei.

I risultati hanno mostrato:

  • leggera aumento dei globuli bianchi, soprattutto neutrofili (cellule che combattono l'infiammazione);
  • segni di infiammazione;
  • acido urico elevato (8.7 mg/dl);
  • funzionalità renale normale;
  • radiografia senza lesioni ossee.

Trattamento iniziale

È stata iniziata una terapia con:

  • idratazione abbondante;
  • farmaci anti-infiammatori (indometacina 100 mg al giorno) per una settimana;
  • la terapia specifica per abbassare l'acido urico (allopurinolo) è stata rimandata fino alla scomparsa dei sintomi.

Valutazione del rischio cardiovascolare

Dopo due settimane, è stata valutata la salute del cuore e dei vasi sanguigni, perché la gotta può aumentare il rischio di problemi cardiaci. Sono stati eseguiti:

  • esami del sangue per zuccheri e grassi, con controllo dell'insulina (indice di resistenza all'insulina alterato);
  • monitoraggio della pressione arteriosa per 24 ore (valori medi 141/82 mmHg);
  • ecocardiogramma (esame del cuore) che ha confermato l'ipertrofia del ventricolo sinistro, ma con buona funzione;
  • ecocolordoppler dei vasi del collo, che ha mostrato ispessimento delle pareti.

Dopo 60 giorni, l'acido urico era leggermente diminuito (7,1 mg/dl).

Approccio terapeutico consigliato

Le indicazioni per il paziente sono:

  • seguire una dieta equilibrata per perdere peso;
  • praticare attività fisica moderata e regolare;
  • iniziare una terapia per la pressione arteriosa con farmaci adatti (losartan e bisoprololo), evitando diuretici che possono peggiorare i livelli di acido urico;
  • sostituire l'allopurinolo con febuxostat per il controllo dell'acido urico.

In conclusione

Il paziente presenta un attacco di gota acuta, probabilmente legato a sovrappeso e alterazioni metaboliche. È importante gestire sia l'infiammazione articolare che il rischio cardiovascolare associato. Un trattamento combinato di dieta, attività fisica e farmaci specifici può aiutare a migliorare la situazione e prevenire complicazioni future.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri

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