Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due tipi di stent usati per trattare la malattia del tronco comune non protetto, una condizione in cui un'importante arteria del cuore è ristretta o bloccata. Gli stent sono piccoli tubi metallici rivestiti con farmaci che aiutano a mantenere aperta l'arteria.
I due stent confrontati erano:
- Stent a rilascio di everolimus (EES), una tecnologia più recente.
- Stent a rilascio di paclitaxel (PES), una tecnologia di prima generazione.
Cosa si è misurato
Il risultato principale valutato è stato un insieme di eventi gravi legati al cuore entro un anno dall'intervento, che comprendeva:
- morte per problemi cardiaci,
- infarto non fatale,
- necessità di un nuovo intervento sull’arteria trattata,
- ictus.
Altri risultati osservati includevano:
- il fallimento del vaso target, cioè la necessità di un nuovo trattamento sull’arteria interessata entro un anno,
- la restenosi, cioè il restringimento superiore al 50% dell’arteria trattata dopo 9 mesi, valutata con esami angiografici.
Risultati principali
- Su 390 pazienti, 224 hanno ricevuto lo stent con paclitaxel (PES) e 166 quello con everolimus (EES).
- Il gruppo con stent a paclitaxel ha avuto un tasso di eventi gravi (MACE) del 21,9% entro un anno, mentre il gruppo con stent a everolimus ha avuto un tasso del 10,2%.
- Il fallimento del vaso target è stato del 20,5% nel gruppo PES e del 7,8% nel gruppo EES.
- La restenosi a 9 mesi è stata del 15,6% nel gruppo PES e solo del 5,2% nel gruppo EES.
In conclusione
L'uso dello stent a rilascio di everolimus nella malattia del tronco comune non protetto è associato a un rischio inferiore di eventi cardiaci gravi, di necessità di nuovi interventi e di restringimento dell'arteria, rispetto allo stent a rilascio di paclitaxel. Questi risultati indicano un beneficio importante nell'utilizzo della tecnologia più recente per questo tipo di pazienti.