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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/10/2012 Lettura: ~3 min

Deafferentazione renale: possibile aiuto anche per il diabete?

Fonte
48° Congresso della Società Europea di Diabetologia, Berlino 1-5 ottobre 2012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La deafferentazione renale è una tecnica usata per trattare l'ipertensione resistente, che ora potrebbe avere anche effetti positivi sul controllo del diabete. In questo testo spieghiamo in modo semplice di cosa si tratta e quali sono le prospettive attuali, mantenendo un approccio chiaro e rassicurante.

Che cos'è la deafferentazione renale?

La deafferentazione renale è una procedura che mira a disattivare i nervi simpatici che si trovano nelle arterie principali dei reni. Questi nervi possono influenzare la pressione sanguigna e altri processi nel corpo.

La tecnica utilizza un piccolo tubo chiamato catetere, che viene inserito nelle arterie renali. Attraverso questo catetere si inviano onde a radiofrequenza, cioè onde di energia, per disattivare i nervi senza doverli tagliare chirurgicamente.

Perché si usa questa tecnica?

Questa procedura è stata sviluppata per trattare l'ipertensione resistente, cioè la pressione alta che non si controlla bene con i farmaci tradizionali.

Effetti sulla glicemia e sul diabete

Studi recenti hanno mostrato che la deafferentazione renale potrebbe avere anche un effetto positivo sui livelli di zucchero nel sangue (glicemia), anche se non si conoscono ancora bene i meccanismi dietro a questo risultato.

  • In persone senza diabete, la procedura ha migliorato i livelli di insulina a digiuno e la glicemia.
  • Si è osservata anche una diminuzione del C-peptide, una sostanza che indica quanto insulina produce il corpo.
  • Questi effetti sono stati confermati anche in un piccolo gruppo di pazienti con diabete e ipertensione resistente.

Possibili usi futuri e dubbi

Alcuni medici pensano che questa tecnica potrebbe essere usata non solo per l'ipertensione, ma anche per:

  • Rallentare il passaggio da un aumento di insulina (iperinsulinemia) al diabete vero e proprio.
  • Trattare direttamente i pazienti con diabete.

Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze, tra cui:

  • La sicurezza e l'efficacia a lungo termine non sono ancora ben stabilite.
  • Non è chiaro se i nervi disattivati possano rigenerarsi nel tempo, anche se i dati iniziali a tre anni suggeriscono che ciò potrebbe non avvenire.
  • Circa il 20% dei pazienti non risponde alla procedura, quindi non è efficace per tutti.

Prossimi passi nella ricerca

Per rispondere a questi dubbi, è in programma uno studio clinico importante, chiamato studio randomizzato di fase III, che coinvolgerà 120 pazienti. Questi saranno divisi in due gruppi: uno riceverà la deafferentazione renale, l'altro una procedura simulata senza effetto reale.

Solo con i risultati di questo studio sarà possibile capire se questa tecnica potrà essere usata più diffusamente anche per il diabete.

In conclusione

La deafferentazione renale è una procedura innovativa usata per l'ipertensione resistente, che potrebbe avere benefici anche nel controllo del diabete. Al momento, però, sono necessari ulteriori studi per confermare la sua sicurezza e efficacia a lungo termine. La ricerca in corso ci aiuterà a capire meglio il suo ruolo futuro nella cura di queste malattie.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli

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