Che cosa significa controllare il ritmo o la frequenza?
Controllare il ritmo significa usare farmaci che cercano di mantenere il cuore a battere con un ritmo normale e regolare.
Controllare la frequenza significa usare farmaci che non cambiano il ritmo irregolare del cuore, ma cercano di mantenere i battiti a una velocità adeguata.
Lo studio e i suoi risultati principali
Uno studio condotto su oltre 57.000 pazienti con fibrillazione atriale, di età pari o superiore a 65 anni, ha confrontato queste due strategie:
- 16.325 pazienti trattati con farmaci per il controllo del ritmo;
- 41.193 pazienti trattati con farmaci per il controllo della frequenza.
Lo studio ha seguito i pazienti per una media di quasi 3 anni.
I risultati più importanti
- I pazienti che hanno ricevuto la terapia per il controllo del ritmo hanno avuto un rischio più basso di ictus o TIA rispetto a quelli con il controllo della frequenza.
- Questo beneficio è stato particolarmente evidente nei pazienti con un rischio moderato o alto di ictus, valutato con un punteggio chiamato CHADS2, che considera fattori come insufficienza cardiaca, pressione alta, età sopra i 75 anni, diabete e precedenti episodi di ictus o TIA.
- Entrambi i gruppi avevano un uso simile di farmaci per prevenire la formazione di coaguli nel sangue (terapia antitrombotica).
- In termini numerici, il tasso di ictus o TIA era di 1,74 eventi ogni 100 persone all’anno nel gruppo controllo del ritmo, rispetto a 2,49 eventi nel gruppo controllo della frequenza.
- Le analisi statistiche hanno confermato che il controllo del ritmo è associato a un rischio ridotto di circa il 20% rispetto al controllo della frequenza.
Cosa significa tutto questo?
Questi risultati suggeriscono che, in pazienti con fibrillazione atriale, mantenere un ritmo cardiaco regolare può aiutare a ridurre il rischio di ictus o di attacchi ischemici transitori, soprattutto in chi ha un rischio più alto.
In conclusione
Il controllo del ritmo del cuore è associato a un rischio minore di ictus e TIA rispetto al controllo della frequenza nei pazienti con fibrillazione atriale. Questo beneficio è particolarmente importante per chi ha un rischio moderato o alto di problemi legati a coaguli nel sangue.