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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/12/2012 Lettura: ~2 min

Controllo del ritmo o della frequenza per ridurre il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale?

Fonte
Circulation, Volume 126(23), 4 December 2012, p 2680-2687.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un problema del cuore che può aumentare il rischio di ictus. Esistono due strategie principali per gestire questa condizione: controllare il ritmo del cuore o controllare la frequenza dei battiti. Questo testo spiega quale delle due opzioni può aiutare meglio a ridurre il rischio di ictus o di attacchi ischemici transitori (TIA).

Che cosa significa controllare il ritmo o la frequenza?

Controllare il ritmo significa usare farmaci che cercano di mantenere il cuore a battere con un ritmo normale e regolare.

Controllare la frequenza significa usare farmaci che non cambiano il ritmo irregolare del cuore, ma cercano di mantenere i battiti a una velocità adeguata.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio condotto su oltre 57.000 pazienti con fibrillazione atriale, di età pari o superiore a 65 anni, ha confrontato queste due strategie:

  • 16.325 pazienti trattati con farmaci per il controllo del ritmo;
  • 41.193 pazienti trattati con farmaci per il controllo della frequenza.

Lo studio ha seguito i pazienti per una media di quasi 3 anni.

I risultati più importanti

  • I pazienti che hanno ricevuto la terapia per il controllo del ritmo hanno avuto un rischio più basso di ictus o TIA rispetto a quelli con il controllo della frequenza.
  • Questo beneficio è stato particolarmente evidente nei pazienti con un rischio moderato o alto di ictus, valutato con un punteggio chiamato CHADS2, che considera fattori come insufficienza cardiaca, pressione alta, età sopra i 75 anni, diabete e precedenti episodi di ictus o TIA.
  • Entrambi i gruppi avevano un uso simile di farmaci per prevenire la formazione di coaguli nel sangue (terapia antitrombotica).
  • In termini numerici, il tasso di ictus o TIA era di 1,74 eventi ogni 100 persone all’anno nel gruppo controllo del ritmo, rispetto a 2,49 eventi nel gruppo controllo della frequenza.
  • Le analisi statistiche hanno confermato che il controllo del ritmo è associato a un rischio ridotto di circa il 20% rispetto al controllo della frequenza.

Cosa significa tutto questo?

Questi risultati suggeriscono che, in pazienti con fibrillazione atriale, mantenere un ritmo cardiaco regolare può aiutare a ridurre il rischio di ictus o di attacchi ischemici transitori, soprattutto in chi ha un rischio più alto.

In conclusione

Il controllo del ritmo del cuore è associato a un rischio minore di ictus e TIA rispetto al controllo della frequenza nei pazienti con fibrillazione atriale. Questo beneficio è particolarmente importante per chi ha un rischio moderato o alto di problemi legati a coaguli nel sangue.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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