Che cosa significa lo studio FREEDOM
Lo studio ha confrontato due modi di trattare la malattia coronarica in pazienti con diabete e coinvolgimento di più arterie del cuore:
- Bypass aorto-coronarico (CABG): un intervento chirurgico che crea un nuovo percorso per il sangue intorno alle arterie bloccate.
- Angioplastica coronarica (PCI): una procedura meno invasiva che utilizza uno stent per aprire le arterie ristrette.
Risultati principali
- I pazienti trattati con bypass coronarico hanno avuto un rischio più basso di morte, infarto e ictus rispetto a quelli trattati con angioplastica.
- In particolare, dopo circa 5 anni, il 18,7% dei pazienti con bypass ha avuto uno di questi eventi, contro il 26,6% di quelli con angioplastica.
- Il rischio relativo di questi eventi è stato ridotto del 30% con il bypass.
- Il rischio di ictus è stato però leggermente più alto nei pazienti operati con bypass, soprattutto nei primi 30 giorni dopo l'intervento.
- La maggior parte degli ictus osservati erano di tipo ischemico, cioè causati da un blocco del flusso sanguigno.
Importanza dello studio
Lo studio ha incluso quasi 2.000 pazienti con diabete e malattia coronarica estesa, rendendo i risultati molto rappresentativi della realtà clinica. I pazienti sono stati seguiti per quasi 4 anni in media, con un attento monitoraggio dei risultati.
Le linee guida mediche già raccomandavano il bypass in questi casi, e lo studio FREEDOM conferma e rafforza questa indicazione.
In conclusione
Per i pazienti con diabete e malattia coronarica che coinvolge più arterie, il bypass aorto-coronarico offre una protezione migliore contro eventi gravi come infarto e morte rispetto all'angioplastica. Tuttavia, il rischio di ictus è leggermente più alto subito dopo l'intervento chirurgico. Questi dati aiutano i medici a scegliere il trattamento più adatto per ogni paziente.