Che cosa ha valutato lo studio RIFLE-STEACS
Lo studio ha coinvolto oltre 1000 pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST, una situazione grave che richiede un intervento rapido per riaprire le arterie del cuore. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto l’intervento attraverso l’arteria radiale (al polso), l’altro attraverso l’arteria femorale (all’inguine).
Risultati principali
- Il gruppo con accesso radiale ha avuto meno eventi clinici avversi entro 30 giorni, come morte cardiaca, ictus, nuovo infarto, necessità di ulteriori interventi o sanguinamenti.
- La mortalità cardiaca è stata più bassa nel gruppo radiale (5,2%) rispetto a quello femorale (9,2%).
- Il rischio di sanguinamenti è stato minore con l’accesso radiale (7,8% contro 12,2%).
- I pazienti con accesso radiale hanno trascorso meno tempo in ospedale.
Cosa significa l’accesso radiale
L’accesso radiale consiste nell’inserire i cateteri attraverso l’arteria del polso. Questo metodo è meno invasivo e può ridurre il rischio di complicazioni come sanguinamenti importanti, che sono più frequenti con l’accesso femorale.
In conclusione
Lo studio RIFLE-STEACS mostra che, nei pazienti con infarto grave, l’accesso radiale è associato a risultati migliori rispetto all’accesso femorale. Questo si traduce in meno complicazioni, meno mortalità e una degenza ospedaliera più breve, rendendo questa tecnica una scelta efficace e più sicura per molti pazienti.