Che cos'è la serelaxina
La serelaxina è una versione sintetica di un ormone naturale chiamato relaxina-2. Questo ormone agisce sui vasi sanguigni, aiutandoli a rilassarsi e migliorando la circolazione. In uno studio iniziale, la serelaxina si è dimostrata sicura e ben tollerata, con segnali positivi per i pazienti con insufficienza cardiaca acuta.
Lo studio RELAX-AHF
Il trial RELAX-AHF è stato uno studio clinico condotto per capire se la serelaxina può alleviare la dispnea, cioè la difficoltà a respirare, nei pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta.
Lo studio ha incluso 1.161 pazienti che avevano:
- dispnea;
- segni di congestione polmonare (liquido nei polmoni) alla radiografia;
- valori elevati di un marker nel sangue chiamato BNP, che indica stress cardiaco;
- insufficienza renale da lieve a moderata;
- pressione sistolica (la pressione del sangue durante il battito cardiaco) superiore a 125 mmHg.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la terapia standard più un'infusione di serelaxina per 48 ore, l'altro la stessa terapia standard più un placebo (una soluzione senza principio attivo).
Risultati principali
Per valutare il miglioramento della dispnea sono stati usati due metodi:
- la scala VAS, che misura l'intensità della dispnea nel tempo;
- la scala di Likert, che valuta il miglioramento percepito nelle prime 24 ore.
I risultati hanno mostrato che:
- la serelaxina ha migliorato significativamente la dispnea secondo la scala VAS rispetto al placebo;
- non c'è stata una differenza significativa secondo la scala di Likert;
- la serelaxina è stata associata a una riduzione significativa della mortalità a 180 giorni (meno morti rispetto al gruppo placebo);
- non ha però influenzato significativamente la percentuale di riammissioni in ospedale per insufficienza cardiaca o problemi renali;
- la sicurezza e la tollerabilità della serelaxina sono risultate buone.
In conclusione
La serelaxina, somministrata insieme alla terapia standard, può aiutare a migliorare la difficoltà respiratoria nei pazienti con insufficienza cardiaca acuta. Inoltre, sembra ridurre il rischio di morte nei mesi successivi al trattamento. È un farmaco sicuro e ben tollerato, anche se non riduce il numero di riammissioni in ospedale.