Che cosa hanno studiato i ricercatori
I ricercatori della Technische Universität di Monaco hanno voluto capire se prendere statine per un periodo prolungato prima di un intervento coronarico percutaneo (PCI), usato per migliorare il flusso di sangue al cuore, influisce sulla sopravvivenza a lungo termine nei pazienti con angina stabile, una condizione di dolore al petto causata da problemi alle arterie del cuore.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 8.041 pazienti con angina stabile. Tra questi:
- 5.939 pazienti (circa il 74%) assumevano statine da più di un mese prima dell'intervento;
- 2.102 pazienti (circa il 26%) non assumevano statine.
L'obiettivo principale era valutare la mortalità a un anno dall'intervento.
Risultati principali
Durante il periodo di osservazione, sono stati registrati 192 decessi in totale:
- 119 tra i pazienti che assumevano statine;
- 73 tra quelli che non le assumevano.
La percentuale di mortalità a un anno era del 2,06% per chi assumeva statine e del 3,59% per chi non le assumeva. Questo significa che chi prendeva statine aveva un rischio di morte inferiore.
Importanza dei primi 30 giorni
La maggior parte del beneficio si è visto nei primi 30 giorni dopo l'intervento:
- Solo 10 decessi tra i pazienti con statine (0,17%).
- 22 decessi tra quelli senza statine (1,06%).
Dopo i primi 30 giorni e fino a un anno, non è stata trovata una differenza significativa nel numero di morti tra i due gruppi.
In conclusione
Assumere statine prima di un intervento coronarico percutaneo può ridurre il rischio di morte soprattutto nei primi 30 giorni dopo l'intervento nei pazienti con angina stabile. Questo studio evidenzia l'importanza del trattamento con statine in questi casi per migliorare la sopravvivenza a breve termine.