Che cosa significa NSTEMI e perché è importante il rischio
Il termine NSTEMI indica un tipo di infarto del cuore in cui non si osserva un particolare cambiamento chiamato "sopraslivellamento del tratto ST" nell'elettrocardiogramma. Questo tipo di infarto può comunque essere grave e necessita di un trattamento tempestivo.
Il rischio del paziente viene valutato con punteggi come il GRACE risk score, che aiuta a capire quanto è alta la probabilità di complicanze o morte.
Il caso del paziente anziano
Un uomo di 75 anni con pressione alta, colesterolo alto e diabete ha avuto un NSTEMI. All'arrivo in ospedale, il suo rischio era alto e ha iniziato una terapia con farmaci che prevengono la formazione di coaguli nel sangue, come l'acido acetilsalicilico (ASA) e il clopidogrel, seguiti da infusioni di altri farmaci anticoagulanti.
Complicanza: sanguinamento gastrointestinale
Dopo alcune ore, il paziente ha avuto un sanguinamento importante nel tratto digestivo, evidenziato da episodi di melena (feci scure per la presenza di sangue) e una forte diminuzione dell'emoglobina, una componente del sangue che trasporta ossigeno.
Per questo motivo, sono stati sospesi alcuni farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento, mentre è stata mantenuta una terapia anticoagulante più controllata.
Il paziente ha subito un esame urgente chiamato gastroduodenoscopia, che ha permesso di individuare un'ulcera sanguinante nello stomaco. Questa è stata trattata con successo per fermare il sanguinamento.
Gestione successiva e intervento cardiologico
Dopo l'emostasi, il paziente ha continuato la terapia con anticoagulanti ma ha manifestato un peggioramento dei sintomi cardiaci, con dolore persistente e alterazioni dell'elettrocardiogramma.
Per questo motivo è stato eseguito un intervento urgente per aprire un'arteria coronaria ostruita, utilizzando una tecnica chiamata angioplastica con impianto di uno stent, un piccolo tubicino che mantiene aperto il vaso sanguigno.
Durante la procedura, il paziente ha ricevuto un farmaco chiamato bivalirudina per prevenire la formazione di coaguli, e subito dopo è stato iniziato un nuovo farmaco antipiastrinico, il ticagrelor, in monoterapia (cioè da solo, senza altri farmaci simili).
Risultati e considerazioni
- Il paziente non ha avuto ulteriori sanguinamenti o complicanze ischemiche dopo l'intervento.
- È stato dimesso con valori di emoglobina stabili e terapia con ticagrelor.
- Le complicanze emorragiche durante le sindromi coronariche acute sono relativamente frequenti (2-5%) e possono influire sulla prognosi.
- L'approccio con accesso radiale (attraverso l'arteria del polso) può ridurre il rischio di sanguinamenti legati alla procedura.
- Il sanguinamento gastrointestinale è associato a un aumento della mortalità e a problemi con lo stent, soprattutto in pazienti con altre malattie come insufficienza renale o problemi al cuore.
- La valutazione del rischio emorragico, come con il CRUSADE bleeding score, è importante per scegliere la terapia migliore fin dall'inizio.
- Nel caso descritto, l'uso del ticagrelor in monoterapia si è dimostrato sicuro ed efficace, anche senza una dose iniziale prima dell'intervento.
In conclusione
In pazienti anziani con infarto NSTEMI ad alto rischio e complicanze di sanguinamento gastrointestinale, è fondamentale bilanciare la prevenzione delle complicanze ischemiche con la gestione del rischio di sanguinamento. Una strategia che prevede la riduzione dei sanguinamenti e l'uso mirato di farmaci antipiastrinici come il ticagrelor in monoterapia può portare a un buon risultato senza aumentare il rischio di nuove emorragie o eventi cardiaci.