Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori danesi ha analizzato dati raccolti tra il 1997 e il 2008 per capire come l'infarto di un coniuge possa influenzare la salute mentale dell'altro partner. Hanno confrontato coniugi di persone che erano morte o erano state ricoverate per infarto con coniugi di persone ricoverate per altre malattie gravi, ma non cardiache.
Cosa è emerso
- I coniugi di persone decedute per infarto avevano un aumento significativo nell'uso di farmaci antidepressivi e ansiolitici (benzodiazepine).
- Anche i coniugi di persone con infarto non fatale mostravano un aumento nell'inizio di queste terapie, sebbene in misura minore.
- Chi aveva perso il coniuge per infarto aveva un rischio più alto di sviluppare depressione e, purtroppo, anche di suicidio.
- Gli uomini coniugi sembravano essere più a rischio di depressione rispetto alle donne.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che l'infarto non colpisce solo la persona malata, ma anche il partner, che può soffrire di problemi psicologici importanti. È quindi importante riconoscere e considerare il benessere emotivo del coniuge in questi casi.
In conclusione
L'infarto di un coniuge può avere un impatto significativo sulla salute mentale del partner, aumentando il rischio di depressione e l'uso di farmaci per ansia e depressione. Questo sottolinea l'importanza di prestare attenzione anche al benessere psicologico dei familiari delle persone colpite da infarto.