Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato i dati di oltre 5.000 persone con diabete di tipo 2 raccolti in 30 anni nel progetto UKPDS. Tra questi, circa 2.000 avevano tutte le informazioni necessarie all'inizio dello studio.
Risultati principali
- Le persone con infarto silente tendevano a essere più anziane, più spesso donne, meno attive e non fumavano rispetto a chi non aveva segni di infarto.
- Nonostante ricevessero più spesso trattamenti per la pressione alta, avevano una pressione arteriosa mediamente più elevata.
- Erano anche più frequentemente in trattamento con aspirina e farmaci per abbassare il colesterolo e avevano più problemi ai piccoli vasi sanguigni (microangiopatia).
Rischi associati all'infarto silente
- La presenza di infarto silente aumentava il rischio di avere un infarto al cuore fatale del 58% rispetto a chi non ne aveva (rischio corretto).
- Il rischio di morte per qualsiasi causa aumentava del 31%.
- Non è stato invece trovato un aumento significativo del rischio per il primo infarto non fatale.
Implicazioni per la previsione del rischio
Aggiungere la presenza di infarto silente ai modelli di rischio già usati non ha migliorato in modo sostanziale la capacità di prevedere eventi futuri, anche se ha aiutato a migliorare la previsione per infarti fatali e mortalità generale.
In conclusione
Circa 1 persona su 6 con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi mostra segni di infarto silente, che si associa a un rischio maggiore di infarto fatale e di morte per qualsiasi causa. Tuttavia, questo dato non modifica significativamente le previsioni di rischio già basate su altri fattori.